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LA NUOVA ERA DI MICHELE BARILE, TRA RICORDI E RIPARTENZE

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Un nome, una garanzia: Michele Barile, orgogliosamente detto “Porcellino”, è stato colui che ha segnato generazioni e generazioni di ruvesi i quali, con molta nostalgia, ricordano i bei tempi passati in quel che era il tempio del rock a Ruvo, l’Ultima Tappa. Ora, quegli stessi clienti ritornano al chioschetto di Piazza Dante, del quale, lo stesso Michele, appena ne è giunta l’occasione, ne ha preso le redini.
Durate una chiacchierata, in un pomeriggio di prima estate, sono affiorati i ricordi di quegli “assembramenti belli”, come li definisce Michele, in cui migliaia di gente, da più città, giungeva a Ruvo per riunirsi in compagnia di amici e ascoltare la propria band preferita.
Michele, così, ha raccontato di sé, di quegli anni, e di ciò che rappresenta per lui l’apertura del nuovo chioschetto in Piazza Dante. Segue l’intervista.

Cosa significa per te questa apertura?

Sono rinato. Io ho aperto l’Ultima Tappa nel 2002 e lì succedevano cose belle, migliaia di persone sui marciapiedi e tanti assembramenti belli. Poi nel 2015 ho dovuto chiudere perché davo fastidio a qualcuno e i problemi con la burocrazia non mancavano. Da lì, mi sono messo a guidare i pullman ma mi mancava socializzare, fare il PR, essere in mezzo alla gente e parlare con loro, perciò non potevo non cogliere al volo questa occasione e infatti, se la mattina sono sui pullman, la sera sono al chioschetto. 

Come e quando è nata l’idea di prendere in mano il chioschetto?

E’ successo un mesetto fa. Mi contatta un mio amico, Gianvito Loiacono, molto influente a Ruvo. Mi dice di avere un’idea circa il chioschetto, che gli serve una persona e mi chiede se voglio collaborare. La mia risposta? “Gianvì, quando iniziamo?”.
E così in un mese di tempo abbiamo messo su questa nuova avventura e già penso alle iniziative, alle autorizzazioni che avremo per far ripartire quest’estate alla grande.

Che tipo di iniziative hai mente?

Ovviamente la musica. Già l’anno scorso volevo organizzare un rinverdimento del corso Cavour. Quando eravamo giovani, anche lì, la sera, non mancavano le comitive, anzi il corso si suddivideva così: il lato dove attualmente vi sono i bar, era il corso degli studenti, poi c’era la parte centrale che era quella delle famiglie e poi quello dei lavoratori. L’anno scorso volevo ricreare questa situazione organizzando, nel primo giorno di primavera, una serata tutta anni ’80 poi, però, il Covid non ce lo ha più permesso, ma è solo un rinvio. Infatti, la prima serata che farò al chioschetto sarà proprio a tema anni ’80, con musica e dj di quegli anni e fotografo per immortalare i bei momenti che ci saranno. Voglio che si rivivano quei tempi con i ragazzi di adesso, e mi piacerebbe che non vi fossero telefoni, proprio così com’era prima, dove l’appuntamento era fisso in un posto e il passaparola era l’attuale pubblicità. 

Dunque, possiamo considerare questa apertura come una tua rinascita.

Assolutamente si, sto a duemila, sono ipergasato. E’ bello poi rivedere i miei coetanei che vengo qui, sposati e con figli, di cui alcuni di loro, tra l’altro, si sono conosciuti proprio all’Ultima Tappa. 

Vorresti ringraziare qualcuno?

Gianvito Loiacono sicuramente perché, come già detto, è stato lui che mi ha fatto ripartire, tutto è nato da una sua idea. Mi ha fatto rivivere un’emozione bellissima. Ho fatto anche altro nella vita ma ho sofferto, ho sofferto quando ho chiuso l’attività nel 2015 ma ora lasciamo il passato alle spalle e facciamo cose belle, ripartiamo. 

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