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LA MAMMA DI “ANDREA” E LA SPERANZA DI UNA COMPRENSIONE TOTALE DELLE DISABILITA’

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Un pò di sole, ma l’aria è gelida al mercato di Ruvo di Puglia. Un episodio sancisce definitivamente la resa dei raggi solari protesi a scaldare menti e coscienze. Dietro la mascherina la delusione di una mamma che quotidianamente scala vette apparentemente insormontabili e circondata dall’affetto del marito è protesa a dare il massimo dell’affetto a suo figlio Andrea, nome di fantasia che utilizzeremo per raccontare questa triste storia. E’ un bambino autistico ad alto funzionamento, socievole, ma oltremodo penalizzato dai tempi che corrono, da una pandemia che influisce negativamente sulla psiche umana. Andrea come tutti i sabati ama andare al mercato con la sua mamma, perché quella passeggiata per lui è rigenerante, vitale in questo periodo di pandemia. Gli piace guardare le bancarelle, osservare gli oggetti, comprare piccole cose. Passa tra le bancherelle del mercato e dice una parolaccia a un commerciante. La mamma interviene, sgrida suo figlio e chiede scusa. Colpa di alcuni cartoni, davvero sgradevoli. Andrea è a lavoro con gli esperti per rimuovere questo comportamento, anche se i genitori gli hanno insegnato a chiedere scusa prontamente segnalando l’atteggiamento sbagliato e da correggere. Sette giorni dopo succede che la mamma e Andrea ripassino da quella bancarella e stavolta la parolaccia scappa all’ambulante. Ne nasce un conciliabolo con la mamma che davvero non si capacita dell’atteggiamento del commerciante, malgrado il chiarimento e la spiegazione del caso: “Mi ha sconvolto l’accanimento dell’ambulante nei nostri confronti. Ha additato noi genitori responsabili di simili atteggiamenti, ma la colpa non è di certo nostra. Lottiamo e facciamo migliaia di sacrifici per garantire una vita normale a nostro figlio. Ci teniamo noi per primi all’educazione sua e nostra, ma purtroppo alle volte non basta”. Accanto alla famiglia si è schierata prontamente l’associazione pro autismo “Con.te.sto”, fondamentale come sempre nel dare l’adeguato supporto a bimbi autistici e ai loro familiari: “Succede – racconta la presidentessa Raffaella Caifasso – che un uomo, un commerciante grande e grosso, se la prenda con un bambino autistico, colpevole di avergli rivolto una parola offensiva, probabilmente dimenticando o non sapendo (il commerciante) che per quel bimbo quella parola non vuol dire assolutamente nulla, perché molti nostri codici sociali e verbali, per chi soffre di autismo semplicemente non esistono. Ed anche se fosse, in ogni caso, prendersela con un bambino non è esattamente il massimo. Siamo senza parole”.
Alla famiglia il sostegno anche dell’amministrazione comunale di Ruvo di Puglia:  “Abbiamo appreso – dichiara l’Assessora alle Politiche Sociali Monica Montaruli – con dispiacere e vivo disappunto del vergognoso episodio segnalato dall’associazione Con.Te.Sto e vogliamo mandare al nostro giovane concittadino e alla sua famiglia la solidarietà e la vicinanza dell’Amministrazione. Comportamenti simili non sono consentiti nella nostra città”.

Le associazioni di categoria hanno già contattato le istituzioni per chiedere di incontrare l’associazione che ha segnalato l’accaduto e ricomporre la questione: “Noi per parte nostra intendiamo cogliere l’occasione per avviare un percorso di formazione ed educazione al rispetto delle persone con disabilità al fine di evitare che situazioni simili possano verificarsi nuovamente”, conclude l’assessora alle attività produttive, Luciana Di Bisceglie.

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