Home Commercio CONFCOMMERCIO DENUNCIA: "ABUSIVI GLI HOME RESTAURANTS"

CONFCOMMERCIO DENUNCIA: "ABUSIVI GLI HOME RESTAURANTS"

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In una società colpita da una profonda crisi economica, aumenta sempre più l’illegalità e l’abusivismo.
Ancora una volta è stato colpito il settore del commercio e della ristorazione.
In forte aumento è la ristorazione effettuata a pagamento nel proprio domicilio, anche detta “Home Restaurants”.
Una vera e propria minaccia per quella che è la ristorazione praticata seguendo delle norme stabilite e quindi soprattutto legalmente.
Si tratta di attività  poste al di fuori di ogni regola, ospitando per pranzi o cene nella propria abitazione e dietro un pagamento di un corrispettivo specifico, effettuato anche attraverso diversi Siti Web.
In seguito alle numerose avvertenze, Confcommercio e la Federazione Nazionale ha già provveduto ad allertare il Comando dei Carabinieri per la Salute e la Agenzia delle Entrate, con riferimento alle associazioni che operano a livello nazionale.
Una vera e propria tutela degli operatori professionisti, ai quali è stato inviato un fac simile di segnalazione/denuncia da presentare alle autorità territoriali.
Si invitano i cittadini commercianti e ristoratori a segnalare determinate ingiustizie, con la speranza di eliminare pian piano il fenomeno della illegalità che nel frattempo si sta espandendo a macchia d’olio.26

1 COMMENTO

  1. QUESTO QUANTO MENZIONATO OGGI SU “Il Sole 24ore – FOOD24-
    Home Restaurant, le regole da seguire
    Vi è venuta voglia di provare? Ecco cosa c’è da sapere. Se tutto si svolge tra le mura domestiche, la pratica del Supper club non costituisce attività commerciale. E non serve autorizzazione sanitaria, anche se è preferibile munirsi di un attestato sulla sicurezza alimentare. Relativamente all’aspetto fiscale, è possibile svolgere attività lavorativa occasionale, senza partita Iva, fino ad un massimo lordo di 5.000 euro annui, soglia di esenzione dall’obbligo contributivo. In caso di superamento dell’importo sarà sufficiente aprire una Partita Iva. Sul reddito generato, non superiore ai 30.000 euro annui, è previsto il regime agevolato dei minimi.

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