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LA “COTUGNO-CARDUCCI-GIOVANNI XXIII” RICORDA LUCIA SALLUSTIO

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Tratto da “L’Eco della Scuola Online”, blog fortemente voluto dalla professoressa Lucia Sallustio, deceduta nella giornata di ieri.

«…C’illudiamo oggi
di come eravamo
o di come saremo
per giustificare
quel che siamo
quando a guardare
il riflesso nello specchio
l’immagine non piace.
Siamo qui, con bassezze
e vanità, illusi e delusi,
forti e fragili, sinceri e falsi
soli e in compagnia,
ad incassare colpi
pensando già al rimedio,
unguento della vita
lacerata ad ogni strappo.
Ci consoliamo, lucidi
che saranno le architetture
costruite nel cammino
a ricondurci salvi
alla Meta ultima e prima.

(da: L. Sallustio, Architetture)

All’inizio di questo anno scolastico abbiamo voluto porgere il nostro saluto riconoscente alla Dirigente Scolastica Lucia Sallustio, trasferita a Molfetta, presso l’IC Battisti-Pascoli, dopo quattro intensi anni scolastici trascorsi alla “Cotugno-Carducci-Giovanni XXIII”.
Oggi ci ritroviamo ad esprimere un saluto diverso, sofferto, inatteso quanto presagito.
Da qualche settimana i messaggi telefonici inviati alla Prof.ssa Sallustio, non ultimi quelli in occasione del suo giorno onomastico, non avevano più risposta. E le voci di un peggioramento delle sue condizioni di salute erano come esorcizzate dal pensiero della sua tempra e della sua forza di volontà, capace di portare avanti obiettivi importanti, come quelli perseguiti nei quattro anni di dirigenza scolastica a Ruvo di Puglia. Le innovazioni della legge di riforma scolastica 107, prontamente assunte e attuate anche se non condivise del tutto, l’avvio delle sperimentazioni CLIL, i progetti E-Twinning, le Scuole belle, le Tecnoaule e le Classi digitali, il giornalismo e la WebTv scolastica, le iniziative di solidarietà, gli svariati progetti PON per i quali si è oltremodo affannata per il bene della scuola, per non privare gli alunni di preziose opportunità, anche quando avrebbe dovuto riservare più tempo alla sua salute… E così altre esperienze e sperimentazioni condivise.
In tutto questo, da evidenziare la sua presenza costante e quotidiana a scuola, saltando pasti e fissando per ore il monitor del suo computer per inseguire scadenze, affrontare i mille problemi di ogni scuola, cercando collaborazioni, lanciando colleghe e colleghi in responsabilità gestionali per il funzionamento della scuola.
Per tutto questo non possiamo che dire grazie!
Poco più di un anno fa aveva rivelato il suo malessere e lo aveva fatto con un certo distacco apparente, come un qualsiasi impedimento facilmente superabile. E aveva alternato sedute di chemioterapia a incontri di staff, dando ancora una volta prova di attaccamento al lavoro, di professionalità e di senso di responsabilità che rimangono di esempio per tutti.
«Dio ti illumina e ti fa capire tante cose attraverso la sofferenza e quindi ci tengo più che mai che siamo accontentati nel raggiungimento dei nostri obiettivi». Si riferiva, in questo messaggio, al progetto di pubblicare la sua ultima silloge di poesie dichiarando l’intenzione di devolvere il ricavato alla ricerca oncologica. Molti hanno avuto modo di conoscerla al di fuori del contesto scolastico, proprio per le sue raffinate doti letterarie, confluite nei romanzi e nelle poesie.
«Vorrei veramente passasse questo periodo, vorrei veramente mi riprendessi, vorrei le idee chiare, insomma, come dico sempre…». Così scriveva il 5 novembre scorso in uno scambio di messaggi, in cui continuava: «C’è una mia amica che mi ha insegnato una filosofia di vita che sto imparando in questo periodo. La filosofia di vita è “se tu non stai bene, fatti aiutare, accetta la mano tesa ad aiutarti”. Io con orgoglio ho sempre respinto la mano dell’altro, invece poi, soprattutto ultimamente, mi sto rendendo conto che senza degli altri si è nessuno».

E allora, carissima Lucia, in questo «percorso a Tempo» – così come hai definito la vita in un’altra tua poesia – oltre le «ingegnose architetture/all’apparenza solide», questo impegno a «costruire ponti», questa consapevolezza di essere nessuno se non con gli altri, ci resti quale eredità umana, pedagogica e spirituale che volentieri vorremo custodire e rilanciare nel nostro impegno di educatori. Ed è ancora alla tua poesia che affidiamo i nostri pensieri, a quelle tue parole che danno la cifra di un momento doloroso quale è quello di oggi, per noi, ma soprattutto per la tua famiglia, alla quale porgiamo una carezza pregna di delicata gratitudine:

«Negli occhi di madri
orfane di un figlio
si aprono burroni.
Lave incandescenti
lanciano lapilli
di rabbia e stupore,
implorano silenzio
chiedono ammutoliti
cordoglio e calore.
Incedono incerti
tra rovi e ulivi,
esplorando ragioni.
Nel buio, sbarrati,
covano immagini
intrappolate per sempre
di estati remote.
Implodono lacrime
in sacche svuotate
anche se il tempo
regala avari sorrisi.

(L. Sallustio, Occhi di madri).

Ruvo di Puglia, 20 dicembre 2019

Il Dirigente e la Comunità scolastica della
“Cotugno-Carducci-Giovanni XXIII”

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