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Ius soli, Ruvo di Puglia ha “nuovi” cittadini

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Vivaci, curiosi, poliglotti (c’è chi oltre al francese, inglese, magrebino, italiano conosce il dialetto e sta studiando il giapponese) e ambiziosi. Amanti della propria cucina di origine e di quella della loro città d’adozione, Ruvo di Puglia. Amano le Grotte di San Cleto, la villa e la Cattedrale: conoscono la storia della città. Senza filtri, con immediatezza spiegano cosa sia la “cittadinanza”. Sono i bambini, ruvesi e non, nati in territorio italiano da italiani e nati in territorio italiano da immigrati residenti in città.


Sono i piccoli protagonisti del corto “Ius Soli – la voce ai bambini”, a cura di Raffaella Giancipoli e Antonio Mazzone, realizzato negli spazi di “Cinemino Stampa e Vino”  da Salvatore Magrone e di Nicla Di Modugno.

Il filmato ha dato avvio a “Vivo a Ruvo, la mia città”, la cerimonia di conferimento della cittadinanza civica a tutti i bambini nati in Italia da immigrati così come da delibera di Consiglio Comunale n. 30 del 21 maggio 2018, approvata a maggioranza, su mozione di sostegno alla legge sullo “ius soli” presentata dai consiglieri Raffaella Di Terlizzi e Rino Basile (Ruvo Futura); Lia Caldarola e lo stesso Mazzone (Sinistra Ruvese); Mario Paparella (Partito Democratico); Pina Picciarelli e Francesco Summo (App Dem) a seguito dell’invito dell’Azione Cattolica Italiana Diocesana ai Comuni di Ruvo di Puglia, Molfetta, Terlizzi e Giovinazzo.

Novantanove bambini, piccolissimi e adolescenti, hanno ricevuto dalle mani del sindaco Pasquale Chieco, di Michele Scardigno, presidente del Consiglio Comunale e dei consiglieri di maggioranza un attestato, la Costituzione e un libro dedicato alla Carta. Un dono, quest’ultimtim e un gesto di disobbedienza civile, come sottolineato da Mazzone, alla decisione del governo “giallo-verde” di congelare il percorso di approvazione del dd.ll. n. 2092 “Modifiche alla legge n.91/1992 ed altre disposizioni in materia di cittadinanza”.

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“Un gesto provocatorio, tale da suscitare reazioni e far riflettere” aggiunge Giancipoli. Una cosa è certa: durante l’intervista, si è creato un autentico rapporto di amiciza tra famiglie di immigrati e non; tra gli stessi bambini.

Oltreai doni – a cui si aggiunge anche un biglietto per lo spettacolo teatrale “Cenerentola – Across the Universe!” della Compagnia La luna nel letto, i piccoli hanno ricevuto una lettera del sindaco nella quale egli sottolinea come il conferimento della cittadinanza civica, fortemente simbolico, sia un fiero monito contro le divisioni, i muri, la grettezza e la chiusura. I bambini figli di immigrati sono ruvesi, sono radicati nel posto e hanno gli stessi diritti di tutti. Auspica, inoltre, che la cittadinanza civica di oggi diventi cittadinanza italiana di domani: anzi , il conferimento della cittadinanza civica dà vita a un patto tra loro e l’Amministrazione che si impegnerà sempre a tutelare i loro diritti. Perchè la stessa Costituzione lo vuole: un bambino ha detto che è cittadino chi rispetta le regole. Bene: i cittadini sono coloro che rispettano la Costituzione, baluardo della dignità della persona.

Ma già nel Consiglio Comunale dello scorso maggio, il primo cittadino aveva ricordato come  negare la cittadinanza a bambini e adolescenti, figli di immigrati, ben inseriti nel tessuto sociale italiano, contrasti non solo con gli articoli 2 e 3 della Costituzione ma anche con  l’art. 10, considerato una valvola di sicurezza  (“L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute”).

Michele Scardigno ha esortato a non lasciarsi irrigidire dai tempi bui che stiamo attraversando e a essere accoglienti . Gli ha fatto eco Graziano Salvemini di Azione Cattolica Diocesana che ha ringraziato sindaco, consiglieri e tecnici comunali per essersi adoperati a “ratificare” quanto deciso in assise: Ruvo di Puglia è il primo Comune della Diocesi a conferire la cittadinanza civica. Si attende che anche i Comuni di Molfetta e Giovinazzo conferiscano la cittadinanza con una cerimonia e si auspica che Terlizzi sostenga lo “ius soli”.

La cerimonia è stata realizzata con il supporto del circolo ARCI di Bari e della sezione “Giustizia e Libertà” di Palo del Colle coordinato da Rosamaria Scorese.

E’ solo il punto di partenza di un processo di inclusione che ha trovato leggera espressione anche nei canti e racconti dei piccoli coristi albanesi coordinati da Violeta Tunaj (di cui abbiamo raccontato la storia), nel canto “Je suis” degli alunni del I Circolo Didattico “G. Bovio” e nel canto finale “Girotondo intorno al mondo” di Sergio Endrigo, eseguito sempre dai bambini della “Bovio”, da alcuni alunni della Cotugno e da una rappresentanza della “Rubis Canto” diretti dal Maestro Nicola Bucci il quale ha detto che “il mondo siamo noi i bambini, i ragazzi i giovani e il girotondo sta a significare che siamo tutti uniti per un unico fine: l’uguaglianza tra gli uomini”.

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