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IRENE TURTURO ADERISCE A ITALIA IN COMUNE: “UN ALTRO PÒ DI PAZIENZA”

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Nota di Irene Turturo che spiega il suo ingresso in “Italia in Comune” e chiede alla città di pazientare un altro po’.

Dopo la mia decisione ponderata di rassegnare le dimissioni da Consigliere Comunale unitamente a un gruppo di persone con cui ho condiviso il percorso politico, abbiamo deciso di aderire al Partito Italia in Comune.
Per il gruppo la causa scatenante è stato il dover purtroppo constatare l’eccessiva distanza fra la “narrazione” della realtà fatta dall’Amministrazione comunale di Ruvo di Puglia e quello che le/i ruvesi, noi compresi, vivono quotidianamente in termini di carenza di servizi, mancato ascolto attivo dei bisogni, scarso decoro urbano, assenza di sviluppo socio-economico, abbandono del centro storico (solo per citarne alcuni).
Dopo un’attenta riflessione condivisa e dopo aver approfondito i principi ispiratori del Partito Italia in Comune abbiamo deciso di aderire convintamente. Leggere la carta dei valori del Partito e ritrovare scritto che “La politica è l’arte di coniugare la visione ideale con il mondo del realizzabile. In questo modello politico le comunità sono protagoniste. Ci proponiamo come forza aperta al cambiamento, impermeabile a interessi PERSONALISTICI” e ancora “La politica è l’ambito in cui si dialoga e ci si confronta su idee differenti per il bene collettivo, l’ambito in cui si promuove l’attivismo e la partecipazione di tutte le forze sociali e individuali, al di là delle ideologie che muovono i vecchi apparati partitici tradizionali” ci ha mi ha persuasi.
Ho da subito affermato che il mio “impegno politico” continuava nella sede che, in questo momento storico ruvese, considero la più nobile e cioè la “comunità ruvese”, e per questo ho ritenuto di aderite a un partito che fa della comunità, dell’attivismo, della tutela dei diritti e della partecipazione un baluardo di tutela nelle singole azioni quatidiane.
Dopo le mie dimissioni, mi auguravo che il tempo fosse maturo per avviare un confronto franco, fra tutte le forze politiche rivolto ad individuare soluzioni finalizzate a superare le criticità esistenti, perché esistono e sono sotto gli occhi di tutti. Il tempo trascorso in apparente stasi mi restituisce una immagine che sembra nascondere movimenti di assestamenti/posizionamenti consumati in trattative singole senza coinvolgere, ancora una volta, la politica nel suo complesso . Alla comunità è chiesto di pazientare ancora un po’!
Il mio impegno politico, che dura ormai da 24 anni, è sempre stato un agire costante e silenzioso, non ho mai cercato gli onori della cronaca, piuttosto quelli della concretezza, della relazione, della mediazione e dell’accoglienza. Questa sono sempre stata e questa continuerò ad essere a testa alta.
Chi mi conosce sa che io non mi allineo, non perché ho chiesto e non mi è stato dato (la mia storia personale lo dimostra) ma perché sono sempre stata convinta che il cambiamento nasce solo se c’è disalineamento e confronto altremimenti c’è solo stasi. Quella stasi di cui oggi i ruvesi sembrano prigionieri.

1 COMMENTO

  1. Gentile Irene:
    Apprendo ora del tuo nuovo impegno nella formazione politica Italia in comune e chiaramente non mi è chiaro se a tale decisione sei addivenuta solo tu, o con altri, o con gli ex appdem. Se il passaggio è solo tuo ne prendo atto e dico che hai fatto bene, forse potevi scegliere di meglio. Se il passaggio è insieme agli ex di appdem dico che stai sbagliando. Come farai a restare insieme alla consigliera Picciarelli che nell’intervento in consiglio comunale ti ha bistrattata ed ha dato la sua disponibilità al sindaco chieco? Cosa gli è stato “DETTO”? La predetta consigliera avrebbe dovuto chiedere le dimissioni del sindaco per acclarata incapacità a governare una città; per aver sperperato soldi pubblici; per aver calpestato la dignità dei disabili sulla questione strisce blu; per aver indossato il gilet giallo durante la protesta degli agricoltori ed ora si disinteressa dello stato dei lavori relativi alle istanze gelata 2018 pur essendo lui assessore all’agricoltura; per aver nominato assessore persone non ruvesi decretando di fatto che i ruvesi sono incapaci o ladri. Pensaci bene cara Irene. Bisogna con celerità individuare modi e mezzi per mandare a casa questa amministrazione incapace. Io sono disponibile

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