INCONTRO DELLA FONDAZIONE “ANGELO CESAREO” CON I RAGAZZI DELLA “GIOVANNI XXIII”
A 800 anni dalla morte di Francesco d’Assisi, si è svolto, presso il Cantico della Fondazione Angelo Cesareo, un altro significativo incontro.
Questa volta, gli alunni di alcune seconde classi della scuola media inferiore “Giovanni XXIII” di Ruvo di Puglia hanno incontrato il Poverello di Assisi percorrendo i linguaggi della musica, del cinema (con sequenze del film di Rossellini, Francesco giullare di Dio), con la parola dialogante, che Vincenzo Mastropirro, Rita Leone, Nicola Cesareo, hanno promosso, nella cura posta, in questi mesi, dagli insegnanti, con i ragazzi, sulla figura del Poverello.
Un Francesco santo “folle” che abbraccia e bacia il lebbroso (chi è oggi?).
Dialoga col nemico e l’infedele.
Un Francesco trasgressore e contestatore, nudo, che, con la sua evangelica “perfetta letizia”, rovescia l’ordine dei valori.
Cerca un’altra giustizia e una nuova pace.
Converte i lupi del mondo.
Con un logoro saio capovolge quella piramide del potere e della ricchezza, delle gerarchie e della violenza. Della sopraffazione e dell’oppressione.
Che si pone come scarto, ultimo degli ultimi, minore.
Quel Francesco giullare di Dio che, nella gioiosa presenza dei ragazzi, nelle note dei loro flauti, ha trovato risonanza ed espressione.
L’incontro-laboratorio ha avuto anche un suo coerente sviluppo quando, con Rita Leone e Vincenzo Mastropirro, intrecciando, ancora una volta, parola e musica, si sono offerti dei cenni sulla Divina Commedia, dove, nel Paradiso, Francesco è paragonato a un sole.
Divina Commedia con cui Dante si fa sommo interprete e poeta proprio di quella rivoluzionaria e conseguente scelta linguistica di Francesco che, nel Cantico di frate Sole, nella lode al Signore per tutte le sue Creature, nei segni di una Fratellanza universale con la Natura e l’Esistenza, abbandona il latino, la lingua aulica della Chiesa e dei dotti, del Potere, e scrive nell”umile” lingua volgare.
Fondamentale l’invito suggerito ai ragazzi (e, perché no, agli insegnanti). Come dice Francesco giullare ai suoi frati che gli chiedono quale strada dovranno scegliere per portare il Vangelo nel mondo: “Fate come fanno i fanciulli per gioco, aggirandovi, laddove tenete fermi i piedi, su voi stessi, e nella direzione in cui cadrete, quella sarà la direzione che vi avrà indicato il Signore”…
Girerà, certamente, la testa, si perderà l’orientamento, uno stordimento e profondo smarrimento ci prenderanno, in questo girotondo, ma nuove vie si apriranno verso cui camminare, viandanti nel mondo…
Pace e Bene
Fondazione Angelo Cesareo