Home Cultura “IN MEMORIA”, LE COMPOSIZIONI RITROVATE DEI MAESTRI RUVESI

“IN MEMORIA”, LE COMPOSIZIONI RITROVATE DEI MAESTRI RUVESI

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Nasce in questo periodo particolare e allo stesso tempo delicato, un progetto finalizzato al recupero della memoria storica di un bene immateriale di grande pregio per la città di Ruvo.

Nel corso della storia musicale del sud Italia del XX secolo, i maestri che si sono succeduti alla direzione della scuola di musica comunale di Ruvo, hanno certamente rivestito un ruolo di primo piano nella divulgazione della musica, soprattutto a beneficio delle classi subalterne e meno abbienti, ricoprendo un funzione sociale determinante, per quei “figli del popolo” che spesso restavano emarginati dalla società.

In riferimento ai nostri giorni, nella società del multiculturalismo e del villaggio globale, abbiamo il dovere morale di non perdere di vista determinati valori che hanno profondamente caratterizzato lo slancio culturale che i nostri avi ci hanno tramandato.

I maestri Antonio e Alessandro Amenduni ed il maestro Basilio Giandonato, sono gli artefici di composizioni che denominare nel lessico musicale “marce funebri” è sicuramente molto riduttivo.

A lungo insegnanti presso la scuola di musica comunale della città, hanno dato luogo ad un vero e proprio stile compositivo che oggi contraddistingue il repertorio delle musiche della Settimana santa di Ruvo.

Nel corso degli anni  sono state numerose le iniziative di recupero del materiale prodotto dai maestri. Basti pensare a pubblicazioni come “Passione e morte” (1994), “I giorni del Sacro” (2000), “Musica sacra della Settimana Santa” (2009), che hanno consegnato ai cultori del genere, con un buon livello di qualità esecutiva, pagine memorabili scritte dagli Amenduni e da Giandonato.

In questo periodo di blocco totale delle attività culturali, un gruppo di amici formato da Simone Salvatorelli, Giacomo Angarano, Cosimo Bucci e Antonio Milani, ha pensato di proseguire sulla strada del recupero della memoria di questi compositori. Nasce dunque “In memoria”. Un modo per ricordare le figure dei maestri ruvesi e per recuperare tutte le partiture non più eseguite o addirittura totalmente sconosciute!

Il lavoro, realizzato con pochi mezzi  e a titolo totalmente gratuito da parte di tutti i partecipanti, si potrebbe definire una operazione amatoriale, non per la qualità, ma appunto per i mezzi  a disposizione.

L’incisione è stata affidata all’Orchestra di fiati “Amici di San Rocco”, presente sul  territorio da ben tredici anni e nata in seno alla Confraternita Opera Pia San Rocco, diretta dal prof. Simone Salvatorelli.

Un apporto fondamentale è stato offerto dal maestro Gennaro Sibilano, vera memoria storica di questo particolare ambito, amico ed allievo dei maestri. Sue infatti sono le trascrizioni dalle partiture originali manoscritte, che il complesso musicale ha potuto eseguire. Si tratta, come detto, di titoli quasi del tutto dimenticati o persino sconosciuti:

“Strazio” (1925), “Planctus Mariae” (1973), “Rassegnazione” (1925), di Antonio Amenduni, “Dolore inconsolabile” (1954), “Amare lacrime”, “Addolorata” (1983), “Ultimo addio” (1959), di Alessandro Amenduni, “La deposizione”, di Basilio Giandonato.

Di queste composizioni non esistono incisioni e non sono mai state divulgate, nè attraverso supporti come musicassette o cd, né sui mezzi di comunicazione di massa.

Il ringraziamento per il supporto offerto, che è stato determinante per la realizzazione di questo piccolo progetto di recupero, va sicuramente all’amico Lillo Piarulli, appassionato di moderne tecnologie. Marco  Volpe invece ha realizzato le foto in sede di registrazione.

La Confraternita Opera Pia San Rocco è sostenitrice, insieme agli ideatori del progetto Simone Salvatorelli e Giacomo Angarano, che vuole essenzialmente accendere i riflettori su questi  capolavori ingiustamente cancellati dalla memoria culturale della città.

Giacomo Angarano

Simone Salvatorelli

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