Attualità

IN CATTEDRALE ESPOSTA LA STATUA DI SAN ROCCO

Nelle scorse ore si è provveduto ad esporre all’interno della Cattedrale del nostro paese la Statua di San Rocco. L’accesso per i fedeli che si vorranno recare in Chiesa sarà regolarmente controllato in modo da garantire che sia assicurata la distanza minima di un metro tra gli stessi.

Non è la prima volta che nel nostro paese, in particolari circostanze di difficoltà, viene esposta la Stata del Santo di Montpellier, invocato come protettore da peste ed epidemie.

L’origine del culto di San Rocco nella nostra città, infatti, ha origini ben lontane nel tempo e risale al XVI secolo. Pare, infatti, che nel 1502 una terribile pestilenza colpì gran parte della Puglia, ivi compresa tutta la zona del barese tra cui, appunto, anche Ruvo di Puglia.

L’antica tradizione narra che durante quel periodo il Santo, travestito da pellegrino, si fosse recato in paese, lì dove, dopo aver invitato il primo magistrato e il Vescovo diocesano Spalluzzi a non abbandonare la città, aveva esortato anche tutti i cittadini alla preghiera.

Secondo la tradizione popolare, pare che proprio grazie all’intercessione presso Dio del Santo di Montpellier quel terribile morbo, che tanto dolore aveva causato, fu debellato. Da quel momento i ruvesi iniziarono a professare, di generazione in generazione, il culto di San Rocco, erigendo un tempio, in segno di riconoscenza, che fu inaugurato nel 1503, all’indomani dalla liberazione dalla peste.

Anche nel secolo successivo il Santo fu nuovamente invocato ad intercedere per liberare il nostro paese che nel 1656 fu colpito da una terribile pestilenza. La nostra città, infatti, a partire dal mese di novembre di quello stesso anno, fu sottoposta ad un periodo di quarantena che, data la sua efficacia, durò, presumibilmente, meno di un mese.

Prima che il morbo giungesse a Ruvo, però, l’Università decise di invocare per la liberazione della nostra città dalla pestilenza i suoi Santi protettori San Biagio, San Nicola e San Cleto, le cui statue furono portate in processione per le vie del paese prima di essere poste su Porta Noè. Oltre a questi ultimi fu invocato, come già detto, anche il Santo di Montpellier. Fu deciso, inoltre, di donare 20 ducati l’anno nel giorno della festa di ciascun Santo.

 

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