Cultura

IL SUCCESSO DI “NATALE A CASA CAMPANALE”, LA SODDISFAZIONE DI DON PIETRO RUBINI

“Natale a casa Campanale” è una scommessa riuscita. Lo dice il pubblico, lo dice l’esperienza dell’ideatore e regista Dario Zifarelli e di tutti coloro i quali hanno contribuito al grande successo di questa commedia. Questa la soddisfazione di don Pietro Rubini, parroco della Cattedrale di Ruvo di Puglia.
“Dal debutto del 7 novembre u.s. fino all’ultima replica del 6 gennaio 2026, Natale a casa Campanale ha vissuto serate affollate, raccolto applausi sinceri e incrociato volti che, replica dopo replica – dieci in tutto -, si sono riconosciuti in qualche personaggio della storia.
Non è stata solo una commedia natalizia: è stato un percorso condiviso, un tempo “abitato” dal gruppo degli adulti della nostra Comunità, che ha scelto di ritrovarsi attorno al teatro.
Fin dalla prima serata, il calore del pubblico – sempre numeroso e partecipe – ha dato senso al lavoro di un intero anno, confermando che la fatica, l’impegno e la passione messi in campo non sono stati vani. La presenza delle Istituzioni, a partire dal Sindaco, avv. Pasquale Chieco, ha rappresentato un segno concreto di vicinanza e di attenzione verso le iniziative culturali che la Comunità parrocchiale della Concattedrale promuove, insieme a tante altre esperienze di fede e di socializzazione.
Natale a casa Campanale nasce da una scommessa coraggiosa, partita dal sottoscritto: valorizzare gli adulti, offrendo loro uno spazio creativo in cui mettersi in gioco, riscoprire talenti nascosti e costruire insieme qualcosa di bello. Una scommessa vinta, grazie a un gruppo di attrici e attori che, con entusiasmo e costanza, ha dato anima e corpo a questa avventura teatrale. Per mesi si sono ritrovati la sera, dopo il lavoro e gli impegni quotidiani, portando sul palco non solo battute e personaggi, ma pezzi di vita vera.
Accanto a loro, un piccolo “esercito” silenzioso ma indispensabile ha lavorato dietro le quinte per allestire scenografie, costumi, luci, audio, trucco e logistica. È anche grazie a questa cura discreta e generosa che la magia del teatro ha potuto prendere forma, replica dopo replica.
Un ringraziamento particolare va al regista Dario Ziffarelli, che con professionalità, pazienza e creatività ha saputo accompagnare il gruppo, trasformando un’idea in uno spettacolo capace di emozionare e divertire, senza mai perdere profondità.
Ma Natale a casa Campanale è stato soprattutto un racconto che ha saputo parlare alle famiglie e alle generazioni. Risuona, sullo sfondo, la celebre domanda di Luca Cupiello in Natale in casa Cupiello di Eduardo De Filippo: «Te piace ’o presepe?»
In quel dialogo ostinato tra padre e figlio si gioca molto più di un semplice gusto personale: si racconta la fatica di trasmettere valori, simboli e memoria; la distanza tra le generazioni; il rischio del silenzio che spezza il patto educativo. Quel “no” ripetuto dal figlio rappresenta il rifiuto di un mondo che sembra non parlare più alle giovani generazioni, mentre il “sì” finale – pronunciato quando ormai potrebbe sembrare che sia troppo tardi – diventa un atto di riconciliazione e di amore.
È una domanda che interpella anche noi oggi: riusciamo a raccontare ai nostri figli e ai nostri giovani l’alfabeto della vita che sostiene la nostra esistenza? Sappiamo ritagliare tempi “sacri” per accompagnarli nei ricordi, nei passaggi decisivi e nella memoria della loro storia personale? O rischiamo di abbassare il sipario, rassegnandoci alla distanza da loro?
La tragicommedia di Eduardo ci ricorda che vale la pena essere testardi e dolci, continuare a raccontare, insistere nel costruire legami, anche quando sembra inutile. Perché, a volte, il senso di ciò che facciamo matura lentamente, ma lascia un segno.
Con l’ultima replica del 6 gennaio si è chiuso il sipario su Natale a casa Campanale, ma resta aperta una certezza: quando una Comunità sceglie di stare insieme, di raccontarsi e di creare bellezza, il Natale non finisce. Cambia solo scena.
Nel rinnovare i complimenti a tutto il gruppo, rivolgo fin d’ora l’invito a continuare questo percorso, con l’auspicio di dare vita, anche in futuro, ad altre esperienze e rappresentazioni teatrali capaci di coinvolgere, raccontare e far crescere la nostra Comunità. Ad maiora”!

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