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Il sindaco Chieco nell’Osservatorio Nazionale sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli Amministratori Locali

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Il sindaco Pasquale Chieco è stato designato dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) rappresentante del nuovo “Osservatorio Nazionale sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli Amministratori Locali” che ha il compito di analizzare il fenomeno e di proporre interventi normativi atti a contrastarlo.

La designazione è avvenuta durante la cerimonia di insediamento dell’Osservatorio, svoltasi a Roma, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Salvini e del presidente nazionale Anci, il sindaco Antonio De Caro, lo scorso giovedì.

Oltre a Chieco, è stata nominata anche Maria Concetta Di Pietro, sindaca di Augusta.

«Ringrazio l’Associazione dei Sindaci per questo incarico che mi onora  e che cercherò di assolvere nel modo migliore possibile, per i tanti amministratori locali che tutti i giorni indossano la fascia tricolore e scendono in trincea»- scrive il sindaco dalla pagina istituzionale Facebook –

Il sindaco De Caro ha sollecitato il ministro Salvini, che presiede l’Osservatorio,  a «istituire un piccolo fondo finalizzato al sostegno e al risarcimento dei danni agli amministratori locali che subiscono attentati ai loro beni, la macchina e la casa, il più delle volte».

«Fortunatamente – ha ancora sottolineato il presidente ANCI – gli atti intimidatori nei primi sei mesi di quest’anno sono in calo, 309 contro i 342 dello stesso periodo dell’anno scorso. Tuttavia sappiamo che non sempre e non tutti denunciano. Ci sono amministratori che non denunciano, che fanno fronte alla paura dimettendosi o non candidandosi. All’ultima tornata amministrativa, le elezioni non si sono celebrate in sette Comuni per assenza di candidati. Il monitoraggio, inoltre, ci dice che il fenomeno è diffuso in tutto il Paese e che i più colpiti tra gli amministratori locali sono i sindaci: è rivolto ai primi cittadini il 62 per cento degli atti intimidatori».

Un’altra proposta di De Caro è quella relativa al rafforzamento dell’articolo 143 del Testo Unico degli enti locali: «Il periodo di incandidabilità nei Consigli comunali sciolti per mafia e commissariati dovrebbe essere esteso da un mandato, come previsto ora, a due. Inoltre per gli stessi Comuni dovrebbe essere disposta l’istituzione della stazione unica appaltante».

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