Il senso di questo Natale 2025, a cura di don Gaetano Bizzoco
Notte di Natale a cura di don Gaetano Bizzoco.
Carissimi, in questa notte santa, le parole del profeta Isaia risuonano come un grido di liberazione: «Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia». Ma da dove nasce questa gioia? Non è l’allegria passeggera dei mercati o delle luci del paese; è la gioia di chi scopre di non essere più solo.
Oggi nasce per noi il Consigliere Mirabile, colui che non impone leggi dall’alto, ma sussurra al cuore la via della pace. La bellezza del Natale è tutta qui: Dio non aumenta la nostra ricchezza, ma aumenta la nostra capacità di gioire della Sua presenza!
Il Vangelo ci riporta alla durezza della storia: «In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra». L’imperatore a Roma conta i suoi sudditi per scopi di potere e di tasse; per lui le persone sono cifre. Anche Giuseppe e Maria si mettono in viaggio, apparentemente invisibili tra i milioni di sudditi. Ma ecco il paradosso divino: mentre il potente conta gli uomini, Dio si fa uomo per contare su di noi.
Gesù non nasce nel palazzo di Cesare, ma nella povertà di una mangiatoia, per dirci che noi non siamo numeri, ma figli amati!
Tra poco, nel proclamare il Credo, vivremo il momento più sconvolgente della liturgia.
Alle parole: « … e per opera dello Spirito Santo… si è fatto uomo», ci inginocchieremo. Attenti, sentite il peso di questo gesto: è il collasso della logica umana davanti all’imprevedibilità di Dio! La ragione si ferma, il corpo si piega, il cuore trema.
Ci genuflettiamo perché l’Infinito si è fatto perimetro, perché l’Onnipotente si è fatto fragilità. In quel ginocchio che tocca terra, noi riconosciamo che Dio ha scavalcato l’abisso per raggiungerci. È l’abbraccio tra il Cielo e la polvere.
Il Natale non è solo un’emozione, è una scuola. San Paolo ci ricorda che la grazia di Dio è apparsa per formare un popolo puro.
Gesù ci ha liberati per renderci zelanti nelle opere buone. Essere “zelanti” significa avere un cuore che brucia di carità, che non vede l’ora di servire. La venuta di Cristo ci insegna a «rinnegare l’empietà e i desideri mondani». Rinneghiamo l’ansia del possedere per abbracciare la gioia del donare; rifiutiamo la logica di Cesare per abbracciare la logica del Bambino.
«Oggi è nato per noi il Salvatore».Don Tonino Bello, con la sua voce profetica, ci direbbe: “Non temete: la speranza è un rischio che bisogna correre. Il Natale non è una parentesi di poesia, ma l’irruzione della tenerezza di Dio che deve trasformarsi in gesti di giustizia.” Usciamo da questa chiesa consapevoli che non siamo più una massa anonima, ma popolo puro perché amato, popolo operoso perché salvato.
Portiamo nelle nostre case la consapevolezza che il Consigliere Mirabile cammina con noi!
Se Dio si è abbassato fino alla mangiatoia, noi possiamo rialzarci con speranza!
La luce è entrata nel mondo: diventiamone i testimoni con la nostra vita e le nostre opere! AUGURI!
Cristo Regni!
Don Gaetano Bizzoco