Il ruvese Michele Pellicani ridà voce a Piantoni: primo premio con “Monte Conero” al Teatro Norba di Conversano
Lo scorso 17 dicembre, al CineTeatro Norba è andato in scena il concerto conclusivo del Concorso nazionale di trascrizione “Davide Gaetano D’Accolti”, promosso dalle associazioni “Piantoni” e “Musica D’InCanto D’Accolti” con patrocinio e finanziamento del Consiglio regionale della Puglia e il sostegno del Comune di Conversano. Tra i vincitori spicca un nome che Ruvo di Puglia può rivendicare con orgoglio: il M° Michele Pellicani, primo classificato nella sezione B.
L’obiettivo del concorso è chiaro: dare “nuova vita” al materiale custodito nel fondo dell’Associazione Musicale Centro Studi “Giuseppe Piantoni”, riportando in circolo un repertorio del primo Novecento e affidandolo ai giovani dei Conservatori italiani. Non un omaggio di facciata, ma un lavoro vero: prendere un originale e trasformarlo in musica da suonare oggi.
Pellicani ha convinto la Commissione – presieduta da Nicola Scardicchio, con la direttrice d’orchestra Caterina Santoro tra i componenti – con “Monte Conero”, serenata che Giuseppe Piantoni scrisse ad Ancona nel 1941 per pianoforte. La sua proposta è una trascrizione per symphonic band, ovvero un grande ensemble strumentale composto esclusivamente da strumenti a fiato e percussioni: la linea melodica resta riconoscibile, ma i colori cambiano, si aprono, prendono aria.
E dentro quei colori affiorano dettagli che raccontano un’epoca. In “Monte Conero” compaiono spunti “spagnoleggianti”, che evocano sentimento e passione; nel manoscritto originale, inoltre, Piantoni annota “tempo di tango”. È la prova di quanto i compositori del primo Novecento fossero già permeabili alla musica “moderna”: dischi, radio e lo scambio continuo con l’Argentina facevano circolare ritmi e suggestioni, che finivano per entrare nella scrittura.
Sul palco, le trascrizioni vincitrici hanno preso corpo grazie alla sezione di fiati dell’Orchestra Filarmonica Pugliese, diretta per l’occasione dal Magg. Filippo Cangiamila, bacchetta della Banda Musicale dell’Esercito Italiano. Accanto a “Monte Conero”, è stata eseguita anche l’altra opera oggetto di concorso: “San Francesco d’Assisi” (1940), originale per organo.
Il profilo di Pellicani spiega la qualità del risultato. Clarinetto di formazione (diploma nel 2016), ha poi proseguito gli studi fino alla laurea di biennio in Composizione (2023-2024) al Conservatorio “O. Respighi” di Latina, sotto la guida del M° Daniele Bravi; oggi affianca a quel percorso il biennio di Strumentazione per Banda con il M° Mario Gagliani. Nel 2013 ha vinto il concorso di composizione “L’Europa è casa tua” e ha ottenuto una menzione speciale al concorso internazionale “Maurice Ravel”. Collabora inoltre come orchestratore e arrangiatore con prestigiose orchestre in Italia e all’estero.
Non a caso, la dedica di questo traguardo è per Bravi e Gagliani: due guide che, in momenti diversi, gli hanno trasmesso disciplina e libertà unite a passione ed entusiasmo. Per Ruvo è una conferma nell’eccellenza: la grande tradizione bandistica non è un ricordo da anniversario, ma un’identità viva che continua a produrre interpreti e – soprattutto – musicisti completi, capaci di confrontarsi con la scrittura e con la responsabilità di “mettere mano” al repertorio. Il giovane Maestro Pellicani dimostra che la tradizione può restare fedele a sé stessa anche quando cambia pelle: perché l’innovazione, quando è competente e rispettosa, non spezza le radici, ma le fa crescere.
ANTONIO VISICCHIO