Il mistero di Porto Respa: quando Ruvo di Puglia guardava al mare
Oggi Ruvo di Puglia è celebre in tutto il mondo per i suoi splendidi uliveti, la maestosa Cattedrale romanica e i preziosi vasi attici custoditi nel Museo Jatta. Eppure, se potessimo viaggiare indietro nel tempo di oltre duemila anni, scopriremmo che questa fiorente città dell’entroterra murgiano aveva un legame indissolubile con il mare. Un legame che porta il nome di Porto Respa.
Ma come può una città collinare, situata a circa 250 2\metri sopra il livello del mare e distante diversi chilometri dalla costa, aver avuto un porto antico?
Un’infrastruttura strategica nel cuore della Peucezia
Per comprendere il fenomeno di Porto Respa dobbiamo dimenticare la geografia moderna e guardare alla Puglia millenaria. In epoca preromana e romana, il territorio pugliese era solcato dalle cosiddette “lame”, solchi erosivi tipici del paesaggio carsico in cui defluivano i corsi d’acqua stagionali, spesso navigabili o comunque sfruttabili per il trasporto di merci.
Ruvo (l’antica Rubi) era un centro nodale della Peucezia, strategicamente posizionato lungo direttrici commerciali importantissime, prima fra tutte la via Traiana (e ancor prima la via Minucia).
Il “Porto” di Ruvo: Porto Respa non era un porto marittimo nel senso classico, bensì un approdo fluviale o un centro di snodo logistico collegato alla costa (probabilmente verso la zona di Bisceglie o Trani) attraverso i canali naturali del territorio. Qui convergevano le merci dell’entroterra pronte per essere imbarcate verso l’Adriatico.
Le origini del nome e le leggende
Il nome “Respa” ha da sempre stimolato la fantasia di storici e archeologi locali. Tra le ipotesi più affascinanti e accreditate dagli studiosi del passato troviamo:
L’origine greca: Alcuni collegano il nome alla radice greca Repsos, legata al commercio o alla presenza di magazzini.
La flotta rubastina: Secondo alcune antiche cronache e leggende locali, Ruvo possedeva una propria flotta navale. Il sito di Porto Respa sarebbe stato il cantiere o il punto di raccolta di queste imbarcazioni prima che prendessero il largo attraverso i canali navigabili che allora rigavano la pianura fino al mare.
Cosa resta oggi? Un patrimonio da riscoprire
Oggi l’area di Porto Respa si presenta come una contrada rurale alla periferia di Ruvo, dove il paesaggio agrario ha preso il sopravvento sulle antiche strutture. Tuttavia, la memoria storica di questo luogo non è andata perduta.
Nel corso degli anni, l’area ha restituito tracce archeologiche, frammenti ceramici e testimonianze che confermano l’importanza del sito in epoca antica come punto di passaggio e di scambio.