Politica

IL DATO RUVESE: PIERO PAPARELLA IL PIU’ SUFFRAGATO, 904 PREFERENZE PER ANTONIO MAZZONE, PD IN CALO

Sono pochi quelli che gioiscono pienamente del risultato elettorale. L’elezione di Antonio Decaro alla presidenza della Regione Puglia era un qualcosa di scontato. Di certo anche Decaro sarà felicissimo, ma anche un pò triste perchè il 55% degli elettori che resta a casa non è un dato che fa gioire. Occorre interrogarsi sulla disaffezione dalla politica. Pochi comizi, pochi giovani nei comitati, i candidati che hanno aperto e chiuse le porte dei partiti ci dà il peso di una politica sempre più lontana dai giovani.Andava acclarato solo lo scarto e bisogna dare atto a Luigi Lobuono, in 35 giorni, di aver evitato il disastro per il centrodestra.

Si è fermato l’avversario che era certo dell’elezione, vero, così come occorre sottolineare come il centrodestra abbia chiamato a raccolta tutti i “big” locali per salvare il salvabile. E tra i salvabili resta clamorosamente a casa Domenico Damascelli, per esempio, nella lista di Fratelli d’Italia nonostante 10.675 preferenze. Legge elettorale da rifare, vero, ma occorre assolutamente che qualcuno spieghi al popolo del centrodestra come mai si sia atteso il trentacinquesimo giorno dallo scoccare della data delle elezioni per tirare fuori il nome del duellante alla presidenza. Davvero Decaro era imbattibile? Sì, ma un oppositore avrebbe meritato qualche mese in più per poter raccontare il suo programma, per provare a togliere consenso all’altro.

Decaro parla al cuore della gente e lo dimostra la valanga di voti di lista presi senza alcuna preferenza espressa. La gente è entrata nel seggio per votare Decaro, l’uomo, il sindaco, l’amministratore che durante la pandemia ha saputo parlare al cuore della gente. Ha saputo anche sferzare colpi importanti che gli consentiranno di governare alla sua maniera con la sua gente, con la sua lista “Decaro Presidente” secondo partito della sua coalizione.

Questo per quel che concerne la presidenza regionale. Tornando ai fatti di casa nostra, dall’esterno stupisce il risultato di Piero Paparella, dall’interno è un dato considerato al ribasso visto l’astensionismo clamoroso che c’è stato. Quindi riepilogando, i ruvesi o sono stati a casa o per ogni sei persone entrate nell’urna hanno scritto “Paparella”. Non messo la croce sul simbolo, ma hanno espresso per iscritto la loro preferenza. E’ il candidato consigliere più suffragato della città: chiude con 1615 preferenze. Un dato impressionante che ha messo in una botte di ferro il risultato di Fratelli d’Italia a Ruvo, 2552 voti, il 30,29%, percentuale tra le più alte in Puglia. Perchè sorprendente? Perchè Paparella appartiene a quella schiera di politici che ufficialmente nessuno vota, ma poi nell’urna sono in molti a precipitarsi a scrivere “Paparella”. A espressa domanda sul come mai risulti antipatico, ma suffragato, Piero ha detto che “a mani nude” lavora quotidianamente per il bene della città e del territorio con amici e ferventi credenti nella sua azione dal giorno dopo la conclusione della campagna elettorale. Paparella cancella i 1243 voti presi cinque anni prima in pieno Covid con Fratelli d’Italia fermo a 2020 voti. A fare di Fratelli d’Italia il primo partito della città, va considerato il voto d’opinione che ha premiato il partito della Meloni e poi la sommatoria con le preferenze espresse su Scatigna che a Ruvo ha portato la dote di 337 preferenze al suo “database” personale che gli ha consentito di essere eletto in Consiglio regionale. 68 quelli di Matarrese, 36 quelli di Dellino.

Da solo Paparella supera il PD e anche questo è un dato impressionante. Come mai il PD si è fermato a 1467? Il consenso è stato eroso dalle liste amiche o “compagne” per restare in ambito centrosinistra, ma anche se in calo rispetto al 2020 rispetto al numero di voti presi, in punti percentuali perde un solo punto rispetto al dato di cinque anni fa: 17,64% contro i 1854 voti e il 18,64%. Tre dei candidati supportati dal PD locale hanno conosciuto elezione, Pagano, Paolicelli e Vaccarella. Ubaldo Pagano è stato il più suffragato con 457 preferenze. Poi toccherà ai vertici del PD fare il punto della situazione e comprendere in che acque dirigere la propria imbarcazione.

Stavolta la lettera la riceve il PD firmata da Antonio Mazzone che porta a casa 904 preferenze, espressione della forza di Sinistra Ruvese che lo ha sostenuto sin dal primo giorno della campagna elettorale. Anche lui contento a metà, in quanto AVS resta fuori dal podio malgrado il tanto sacrificio compiuto. AVS in totale prende 1091 voti a Ruvo, risultando il terzo partito della città. E ora che succede? Se non proprio una lettera, una cartolina arriverà a Largo San Giovanni con un interrogativo: “è giusto che sia il PD a esprimere il prossimo candidato sindaco?”. Vedremo se ci sarà un albero di limoni nelle vicinanze pronto a raccogliere la risposta.

Forza Italia migliora il dato di cinque anni fa con Mariatiziana Rutigliani con 581: si attesta al 9,96% migliorando il 9,66% del 2020 con il 10% in meno di persone recatesi alle urne a Ruvo di Puglia. La capogruppo in Consiglio Comunale si è detta non felice della risposta dei ruvesi nei suoi confronti: “Ringrazio i 1560 elettori che hanno scelto di scrivere il mio nome, su Ruvo una percentuale di poco superiore alla media regionale per FORZA ITALIA ma un risultato che ovviamente non mi gratifica e che non corrisponde all’impegno profuso”.

Bene la prima competizione elettorale di Monica Livorti che porta a casa 432 preferenze, 81 in più di Stea che si ferma a 351 preferenze. I “Popolari” in quota a Giovanni Mazzone potranno cominciare a lavorare su un progetto di lista, anche se resta il rammarico per la mancata elezione dell’assessore uscente Stea.

Pina Picciarelli chiude la sua corsa elettorale con 247 preferenze che migliorano il dato ottenuto dal solo Tammacco su Ruvo di Puglia, cinque anni fa: “Vi ringrazio pubblicamente, perché qualcuno potrebbe sfuggirmi e mi dispiacerebbe, ma *vi conosco tutti, uno per uno* e vi ringrazierò guardandovi negli occhi. E anche a questo servono le campagne elettorali: a riconoscere i voti puliti, le persone vere e quelle che non si sono spese”.

Premiati i giovani della Lega capitanati da Alessia Di Terlizzi che superano il dato ottenuto con Fabio Romito cinque anni fa: il consigliere regionale uscente è stato riconfermato.

“Domani è un altro giorno, si vedrà”, cantava Ornella Vanoni mentre di fatto ci spostiamo ufficialmente nell’area “amministrative 2027″…

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