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IL CENTRO COME L’ISOLA DEI NAUFRAGHI

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La brezza marina accelera i processi politici. Lo fa soprattutto alla vigilia di tornate elettorali importanti come quella delle regionali, banco di prova in attesa delle elezioni comunali del 2020.

Ed è proprio sotto l’ombrellone che si prova a tirare qualche somma per alimentare il dibattito politico di queste ore. E’ chiaro che una Regina e un Re si trovano a vivere una fase non immaginabile fino all’estate scorsa: una è stata defenestrata per “incapacità di compattare l’ambiente” e anche perchè chiedeva il tesseramento a Pasquale Chieco, con tutto il suo significato intrinseco, l’altro ha deciso di farsi da parte da solo in attesa di scenari futuri.

I movimenti sottotraccia erano cominciati all’indomani delle elezioni europee. Giorno dopo giorno prende corpo l’idea di un “centro” gonfio di livore e di voglia di riscatto. Regina e Re avevano ottenuto larghi consensi in un test spesso poco probante e, tra una crema solare e l’altra, ci si guarda, si intravede la possibilità futura di costruire castelli insieme. Malgrado il largo consenso europeo, a Caterina Montaruli hanno detto “grazie di tutto”, mentre dall’altra parte a Piero Matteo Paparella nessuno ha detto di togliere il disturbo, ma di provare a valutare il concetto di “famiglia allargata” per cercare di vincere. Niente di fatto.

Il centrodestra unito vince, sparpagliato naufraga: la storia recente degli ultimi vent’anni lo dimostra. Ma il punto della discordia in casa “Direzione Italia” sta nella posizione politica di “Puglia Popolare” e di Giovanni Mazzone. Può un partito che sostiene De Caro a Bari, Emiliano alla Regione e che, per senso di responsabilità, ha salvato Chieco in più di una circostanza far parte del centrodestra? Sì, no, forse! Cassano dice che è giusto riflettere a seconda dei casi da quale parte stare, rivendicando una radice centrista.

Già che si torni a parlare di sinistra e destra appare un miracolo: ma come non erano le liste civiche la salvezza del mondo?

Mazzone era stato eletto nel gruppo di Direzione Italia prima di traslocare nel partito forzista. Qualcosa di destra di base dovrebbe, dunque, esserci, ma crediamo che siano le questioni personali a non far oleare il meccanismo. Forse proprio per poca volontà generale di fare scacco al “Re” che Mazzone aveva abbandonato Forza Italia. Adesso, in nome di una visione unitaria, provano a ritrovarsi.

Fortuna che il banco in Consiglio Comunale alla fine non è mai stato spostato definitivamente, altrimenti facile immaginare lavoro extra per Michele Scardigno.

Su questi processi migratori la gente si interroga: “un’alleanza di questo genere sarà sinonimo di stabilità governativa?”.

“Forza Italia” ha preso l’iniziativa forte dell’idea di provare a coinvolgere tutte, o quasi, le forze presenti sul territorio. Giovedì 11 luglio la riunione si farà e proverà a gettare le basi non in virtù di un nome, ma di un progetto organico.

Però attenzione, il Re potrebbe uscire dalla porta, ma rientrare dalla finestra. Osservare con attenzione quello che Fitto e Meloni decideranno sul futuro di Fratelli d’Italia: a Ruvo il direttivo al momento non parla, ma sta lavorando da tempo.

Il “centro” potrebbe diventare l’isola che non c’è de “L’isola dei famosi”. Naufraghi che dopo essere stati eliminati hanno una seconda chance e si ritrovano in un posto meraviglioso dove, per sopravvivere, occorre tessere alleanze.

Regina e Re Senior erano stati rivali in una competizione elettorale: macchine a tutto volume e un motivetto che impazzava. “Catari’, nun te pozzo vasa’, io me sento e muri'”, vinse Matteo Paparella, poi la politica portò a costituire processi diversi come quello de “La Margherita” dal 2001 al 2004. Nell’ultimo anno, dall’opposizione il buon Matteo lanciava attestazioni di stima al duo Ottombrini-Montaruli.

Nell’immaginario collettivo, nel frattempo Chieco è divenuto “Re Sole”. Viaggia a velocità spedita verso progetti iperuranici ma la gente è incazzata sui temi rifiuti, decoro urbano, manutenzione stradale, viabilità e illuminazione pubblica. L’indecenza dei cittadini, però, è altrettanto palese.

Si viaggia a due velocità differenti, quella del pensiero e del fare le cose. Su questo passaggio giovedì sera alle 20.00 Chieco si confronterà in diretta.

De Santis dice di avere pazienza e nel frattempo fa quello che vuole Chieco: allarga le porte del PD, nessun tesseramento e nessun rimpasto di giunta previsto all’ordine del giorno.

Nei corridoi si parlava di un nuovo assetto della squadra di governo: fuori Giordano e Stolfa e dentro sicuramente almeno un consigliere comunale in modo da accontentare tutti e provare ad avvolgere Vito Ottombrini. Ma il sindaco sa bene il rischio che corre e glissa sull’argomento. Rimanda a dopo l’estate il tutto e prende tempo. Lascerà forse qualche “spazio” nell’ultimo anno del suo mandato come aveva detto in campagna elettorale?

Intanto, sarebbe bello che la politica rifletta sul 50% dei ruvesi che non si è recato alle urne al ballottaggio, primo grande elettore di Chieco. Sotto l’ombrellone sarebbe bello immaginarsi una visione della città più concreta, più a dimensione di cittadino senza distinzioni. Sarebbe già un gran bel passo avanti.

Vedremo..

 

 

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