IL BINARIO DELLA MORTE: NON SPEGNERE I RIFLETTORI SULLA VICENDA

E’ obbligatorio per tutti non spegnere i riflettori sulla vicenda.

Con l’animo straziato per quanto vissuto in questa lunghissima settimana, il coro è unanime: accertare le responsabilità.

Per onorare le vittime occorre risalire alle cause che hanno generato il disastro ferroviario del 12 luglio scorso: da lì si riparte.

Impossibile immaginare di ripristinare la vita ferroviaria laddove non vengano accertate le responsabilità e non si rimetta in sicurezza quel tratto ferroviario.

Ruoterà sulla presunta alterazione manuale, fatta con una penna, dei registri cartacei di viaggio della stazione di Andria l’interrogatorio di Vito Piccarreta, il capostazione andriese che questa mattina si presenterà in procura, a Trani, per rispondere alle domande dei pubblici ministeri. Ad essere stato modificato in modo «evidente» è l’orario del treno che il 12 luglio è partito da Andria e si è scontrato con quello proveniente da Corato.

Piccarreta ha ripetuto anche oggi al suo legale, Leonardo De Cesare, di avere un equilibrio psichico precario. Ha quindi chiesto alla Procura il rinvio dell’esame e ha allegato all’istanza un certificato medico perché teme di non essere in grado di rispondere alle domande. Tuttavia si presenterà in Tribunale e ribadirà che intende collaborare per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Slitterà invece ai prossimi giorni l’interrogatorio di Alessio Porcelli, il capostazione di Corato, anche lui tra i sei indagati (i due capistazione, i vertici di Ferrotramviaria e il capotreno superstite). Il legale di Porcelli, Massimo Chiusolo, ha chiesto il rinvio perché è impegnato in un processo a Bari.

Dalla Procura ribadiscono che è inverosimile attribuire il disastro a un semplice errore umano, perchè esso riguarderebbe sei ferrovieri, due capistazione, due macchinisti e due capitreno.

Intanto, da Palazzo di Città, il sindaco Pasquale Chieco fa sapere che al momento opportuno nel processo per accertare le responsabilità di ciascuno, il Comune di Ruvo di Puglia si costituirà parte civile: “Il disastro si poteva evitare investendo cifre relativamente modeste sulla sicurezza del binario unico. La magistratura sta indagando anche su questi aspetti e, come tutti i cittadini, mi aspetto risposte e individuazione di responsabilità”.

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