L’IMPORTANZA DELLA RESPONSABILITA’ POLITICA AL NUOVO TEATRO COMUNALE DI RUVO DI PUGLIA

Un extramurale Pertini gremito di macchine e una fiumana di gente: giovani adolescenti e adulti hanno assistito ieri allo spettacolo teatrale della compagnia La Luna nel Letto, “Hitler nelle vite degli altri“. Il giovedì sera, alle 19:30, un teatro così pieno non può che provocare un brivido di emozione, sinonimo di ripresa e di forte interessamento a un tema così forte e delicato.

Difatti, non trattiamo di un giovedì qualunque, ma il giovedì 27 gennaio 2022, il giorno della Memoria, quello in cui, più che mai, si ricordano le morti innocenti, condannate da un potere folle e crudele, oltre il pudore e la dignità.

Di Salvatore Marci e Luigi Tagliente, “Hitler nelle vite degli altri” non è uno dei tanti spettacoli e forti riflessioni sull’orrore della Shoah: di quelli ce ne sono tanti e buoni. Quello della compagnia teatrale ruvese, invece, altro non è che un gioco tragicomico sul senso del potere e della responsabilità politica e storica. Ma come può il tema della Memoria essere trattato con comicità e ironia? Può esserlo solo grazie alla potenza teatrale dell’attore Luigi Tagliente.

Di forte presenza scenica, di importante interazione con la platea, vediamo Luigi Tagliente passare da un personaggio all’altro, dal serio all’ironico e dimostrare come non sempre si è contro a una simile, spietata e impronunciabile ideologia. Siamo tutti d’accordo sull’essere contrari alla guerra o a un qualsiasi atto insensibile e scellerato ma, a volte inconsapevolmente e a volte no, dimostriamo di esserne assolutamente “pro”. Come? Per amicizia, o per paura o per quieto vivere.

Prova di questo sono le tre figure più vicine a Hitler tra il 1905 e il 1945: il direttore d’orchestra Gustav Kubizech, il cardinale Rafael Merry del Val, e il dottore personale del fuhrer, Theodor Morell. Tutti loro hanno vissuto in stretto contatto Hitler ma quando l’uomo del duemila chiede loro “Lo conoscevi, perché non hai fatto niente per fermarlo?”, rispondono: “E cosa c’entro io con la politica”.

Insomma: uno spettacolo appartenente agli accaduti del secolo scorso ma con un inevitabile riflessione sulla Storia e la Politica dei giorni nostri. Siamo tutti parte di queste. E sempre per paura, o per amicizia o per quieto vivere ce ne allontaniamo, fingendo che un fatto non ci appartenga o che ci sia tanto lontano per occuparcene. Proprio per questo, il regista Salvatore Marci ha voluto ricordare Alessandro, il quattordicenne morto suicida presso il Liceo Scientifico di Ruvo lo scorso 1 dicembre. Una storia che fa rabbrividire e fa pensare, e che deve condurre alla riflessione di ciò che è stato, perché coinvolge tutti e nessuno ne è estraneo.

E come Charlie Chaplin, di soli quattro giorni più grande di Hitler, vorremmo vedere e vivere un mondo in cui tutto sia in ordine, dove non ci sia odio e dove tutti siano parte di tutto; dove non ci sia menefreghismo ma, come parte della stessa Storia, ognuno agisca oltre la paura, l’amicizia o il quieto vivere.

Questa è stata la lezione sulla Memoria del Teatro Comunale di Ruvo di Puglia.

Articolo di Ruvesi.it
Foto Teatro Comunale di Ruvo di Puglia

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