Gran concerto d’apertura per la “Festa della Musica”. Campanale: «Gli enti siano più vicini»

Anteprima sontuosa e raffinata della Festa della Musica è stato, ieri sera,  il concerto “Viaggio in Europa attraverso la musica sinfonica” eseguito dall’Orchestra di Fiati “Amici della Musica”, diretta dal Maestro Salvatore Campanale.

Evento eccezionale, propedeutico alla Festa della Musica che si celebra oggi in tutta Europa e a Ruvo di Puglia con l’evento diffuso “Ruvo, una città che suona”, organizzato dall’Associazione “Amici della Musica”, col patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Ruvo di Puglia e in collaborazione con l’Associazione Pro Loco di Ruvo di Puglia, con l’Associazione “V.G. Millico” di Terlizzi e la Parrocchia di San Domenico.

La straordinarietà del concerto è stata dovuta alla presenza del M° Campanale che da anni non si esibiva nella città in cui vive, pur essendo molto attivo nei dintorni e nel resto d’Italia.

Il nostro ha compiuto studi eccellenti presso il Conservatorio “N. Piccinni” a Bari e presso l’Accademia Nazionale di “Santa Cecilia” a Roma; presso l’Orchestra della Fondazione “I pomeriggi musicali” a Milano e presso il Conservatorio “U. Giordano” a Foggia. Ha eseguito diverse opere in prima assoluta dei Maestri Rota, Gervasio, Impagliatelli, Marena, De Lillo e ha collaborato come direttore negli spettacoli di Gigi Proietti, Elio Pandolfi e Davide Riondino. Incursioni nella musica leggera sono state compiute con Caparezza, Albano ed Emma Marrone.

Fiori all’occhiello la direzione della Messa “Crux in Gloria”, per la canonizzazione di San Pio da Pietrelcina, celebrata da Papa Giovanni Paolo II nel 2002; l’esecuzione del brano per orchestra sinfonica, “Acclamationes”, composto per il 24° Congresso Eucaristico Nazionale svoltosi a Bari nel 2005 e la cui partitura è stata donata a Papa Benedetto XVI; la direzione dell’Orchestra e del Coro “Musicisti per Padre Pio” in occasione della scorsa visita di Papa Francesco a San Giovanni Rotondo. Attualmente è direttore musicale dell’Orchestra di Fiati “V.G. Millico”; dell’Orchestra Soundiff di Barletta; dell’Orchestra “Musicisti per Padre Pio” e del Coro “I cantori di San Pio”.

Un curriculum ricchissimo, acquisito con anni di studio intenso, «di sangue e sudore» come lui stesso ha riconosciuto riferendosi anche ai suoi colleghi; un curriculum di cui ieri è stato dato un saggio attraverso l’appassionata e “fisica” direzione dell’Orchestra ruvese a cui si sono aggiunti musicisti della Millico.

Campanale e l’Orchestra hanno accompagnato la platea in un viaggio sinfonico, tra classicismo e romanticismo, per l’Europa. Di Giuseppe Verdi è stata eseguita la “Sinfonia” di “Giovanna D’Arco”, dramma lirico su libretto di Temistocle Solera, andato in scena a febbraio del 1845 e tratti dal dramma “Die Jungfrau von Orleans” di Friedrich Schiller.

Dalla Francia della Guerra dei Cent’anni, si è stati condotti nella grotta di Fingal, nell’isola di Staffa dell’arcipelago delle Ebridi, in Scozia, visitata da Felix Mendelsshon Bartoldy che compose l’ouverture Le Ebridi o La grotta di Fingal nel 1830. Ne è stata proposta la trascrizione a cura del M° Campanale.

Dopo la Sinfonia n. 4 in Mi Minore Op. 98 III. Allegro di Johannes Brahms, trascritta dal Maestro, è stata eseguita l’Ouverture da “I vespri siciliani”, opera in francese di Giuseppe Verdi per il libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier. Si viaggia verso la Finlandia, che dà il nome all’Op. 26 n. 7 di Jean Sibelius, trascritta da Campanale. Sibelius compose l’opera nel 1899 per celebrare l’indipendenza del Granducato di Finlandia dalla Russia. Per l’ultima parte della melodia, lo scrittore Veikko Antero Koskenniemi scrisse parole molto intense nel 1941 tanto che nel 2001 fu presentata una mozione dal Parlamento finlandese per trasformarla in inno nazionale: mozione respinta.

Gran conclusione con la celeberrima sinfonia da “La gazza ladra”, opera semiseria composta da Gioacchino Rossini nel 1817 su libretto di Giovanni Gherardini.

«Ringrazio l’Associazione “Amici della Musica” per avermi invitato a partecipare a questo concerto. – ha dichiarato il M° Campanale durante i ringraziamenti – Io vivo a Ruvo di Puglia, eppure lavoro soprattutto fuori. Solo se c’è collaborazione tra le associazioni, come è avvenuto questa sera, si può consentire a tutti di fare musica sempre e ovunque. Perché collaborare significa anche superare le divergenze. Purtroppo ci stanno costringendo a non lavorare più perché dicono che mancano i soldi. Ecco, voglio solo dire che per noi questo è sì diletto ma è soprattutto un lavoro, per cui doniamo il nostro tempo, facciamo sacrifici». Il Maestro si augura, infine, che le istituzioni dimostrino maggiore sensibilità e diano maggiore sostegno alle associazioni musicali.

Il prossimo appuntamento con gli “Amici della Musica” è per giovedì 5 luglio con l’ “Italian Clarinet Quartet”, formato dai clarinettisti Giovanni Punzi, Calogero Presti, Gianluigi Caldarola e Giuseppe Gentile.

 

 

 

 

 

 

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