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GLI AGRICOLTORI: “DOVREMMO ESSERE COME TIGRI E SIAMO COME PECORE MORTE PORTATE AL MACELLO”

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Gli agricoltori del territorio scrivono una lettera nella quale riassumono la loro tragica situazione legata alla raccolta delle olive.


2018: GELATA che distrusse il 90% del raccolto olivicolo.

2019: l’annata si presentava bene ma una siccità senza fine ha distrutto metà delle speranze, l’altra metà la sta distruggendo i prezzi bassissimi del prodotto olive. Intanto le famose previdenze promesse a fronte della gelata, sono congelate e non si vede uno spiraglio di sollievo. Le imprese agricole hanno dovuto sobbarcarsi i costi aziendali senza alcun reddito nel 2018. Quest’anno con i prezzi bassi, le imprese che già provengono sfinite dall’anno scorso, non sanno più come fare, per condurre le aziende, per onorare i tanti mutui contratti, per ammortizzare i macchinari necessari alla conduzione dei terreni e, dulcis in fundo, al pagamento dei contributi e tasse sempre più esosi, i più alti in Europa. Questa povera Cenerentola che si chiama Agricoltura, da sempre è stata merce di scambio svenduta sul mercato del profitto di multinazionali che decidono i prezzi di vendita dei prodotti agricoli, strangolando i produttori anche quando si devono acquistare concimi e prodotti fitosanitari; insomma una tenaglia a doppia cesoia che taglia e strangola l’economia agricola nazionale. E questo con il beneplacito di tutti quegli enti preposti a difendere la categoria imprenditoriale in agricoltura, enti che “sonnecchiano” durante tutto l’anno e fanno finta di svegliarsi quando gli agricoltori accennano una quasi inutile protesta che del resto rimane solo sui social diventando una sonora presa per culo, l’ennesima da parte di personaggi che alle nostre spalle percepiscono milioni di stipendi per non far NULLA. Ma a che serve scrivere, parlare, gridare, quando manca il coraggio di lottare, ma lottare con furore, cacciare a calci in culo quei personaggi legati alla politica affaristica che ci ha svenduti e che ci sberleffa ogni giorno. SIAMO SOLI. Dovremmo essere come tigri e siamo come pecore portati al macello. La prima delle colpe, E’ NOSTRA. Buona giornata, vi voglio bene.

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