Il “glamour” di Surman e la grande “Notte della Banda”: Piazzetta Le Monache gremita. Stasera, ultimo appuntamento con “Talos Internazionale”

Ieri sera, gli dei sono stati benevoli con il Talos Festival Internazionale. Sotto un cielo stellato, Piazzetta Le Monache era gremita di persone: molte hanno assistito ai concerti in piedi.

La “Notte della Banda”, il cuore del terzo appuntamento con il Talos Festival Internazionale, doveva necessariamente svolgersi nella storica Piazzetta, dove, un tempo, sorgeva la Scuola delle Arti e dei Mestieri e la musica era una delle materie previste dal piano di studi.

Era una scuola per i ragazzi meno abbienti e talentuosi. Di lì sono passate generazioni di grandi Maestri, sia come allievi, sia come docenti. «E’ una scuola che dovrebbe essere riaperta. – spiega il Maestro Pino Minafra, narratore della serata – La musica da banda, la stessa banda sono un patrimonio che deve essere salvaguardato attraverso l’insegnamento e, quindi, la trasmissione di generazione in generazione. Ma questo stesso patrimonio deve essere tutelato in quanto parte della nostra identità».

La terza serata del Talos Festival Internazionale, la cui guida all’ascolto è stata affidata al critico musicale Fabrizio Versienti e allo stesso Minafra, si è aperta, quindi, con il concerto del sassofonista britannico John Surman. Sofisticato e raffinato, crea opere ricche di “glamor”, trascrizione in inglese arcaico di “glamour”, parola antica che significa “incantesimo e magia” . Molte esecuzioni sono dedicate, infatti, al folklore celtico e britannico, con le strane e misteriose creature che abitano i boschi e le foreste. Atmosfere esaltate dai toni freddi delle luci del palco che abbracciano la figura del musicista. Con sax, flauti e clarini e sintetizzatori, Surman crea musiche evocative di madrigali, di canti popolari britannici e gaelici e il pubblico apprezza.

Il concerto del grande sassofonista è seguito dal progetto originale Talos, che vide la luce nel 1993 grazie a Pino Minafra: la “Banda”, la Banda di Ruvo di Puglia che celebra la sua “Notte”, su ispirazione delle “Nuits des harmonies” di Saint-Etienne. «E non della “Notte della Taranta”. – spiega Minafra – Guardate, io non contesto il progetto salentino in sé, quanto la forte accelerazione che ha avuto». Con questa espressione, forse, fa riferimento al rischio di eccessiva “commercializzazione” di un evento che esalta la tradizione e lo spirito del popolo salentino?

«La “Notte della Banda” – prosegue il Maestro – vuole rendere onore a una grandissima realtà che vanta l’unicità di aver innovato la musica strumentale. La Banda del Sud e di Ruvo di Puglia, in particolare, ha portato la musica delle grandi opere, destinate a essere rappresentate nei teatri più importanti del mondo e fruibili solo da esponenti delle classi elevate, nelle periferie; ha fatto conoscere le grandi opere anche alle persone più umili. Come? La voce umana, unica, è rappresentata dai flicorni; il teatro è rappresentato dalla cassa armonica, il segno distintivo di questa edizione del Talos, l’orchestra dalla stessa banda. Ecco perché auspico che i vertici regionali siano maggiormente attenti a questo fenomeno identitario».

E la Banda di Ruvo di Puglia, con più di venti anni di attività, è stata acclamata a Berlino coi “Berliner Filarmoniker”, a Saint-Denis , in Gran Bretagna («A Londra, 20 minuti di standing ovation»).

Il concerto è stato arricchito dal reading dell’attore Michele Sinisi, che ha letto il grande omaggio alla Banda del musicista Pietro Mascagni e del Maestro Riccardo Muti.

Il concerto non poteva che aprirsi con un repertorio classico, la cui esecuzione è stata diretta dal Maestro Michele Di Puppo. Dopo le celebri arie dell'”Aida”, alla parte della grande tradizione ha fatto seguito l’innovazione.

La direzione dell’Orchestra, che si è trasformata anche in coro, è stata affidata al sassofonista Eugenio Colombo, con la sua opera “Papere Perverse”, introdotta da una formula magica propiziatoria, recitata dalla banda stessa: al sax Dario Cecchini, che prenderà il suo posto nella conduzione di “Dream Team”. Questo brano è stato composto per la Banda di Ruvo di Puglia; è un omaggio di Cecchini, ambasciatore nel mondo di Umbria Jazz, creatore della nuova frontiera della banda, la “street band”, e fondatore dei Funk Off, esibitisi nell’edizione 2015 del Talos.

Cambio di conduction: è la volta di Livio Minafra che dirige la banda nella sua opera “Dio pazzo, Dio pane”, con le Faraualla che cantano un’intensa preghiera, “Anima Christi”, di un anonimo del XIV secolo. «Lo dedico ad Angelo Carlucci, grande clarinettista» dichiara il giovane Minafra.

Ritorna Di Puppo a dirige la Banda in “Sull’onda d’amore”, brano scritto da Michel Godard e cantato da Ihab Radwan, suonatore di ud, antichissimo strumento simile al liuto, dal manico più corto. La voce di Radwan orna con dolcezza le note che nascono dal piccolo strumento e dai musicisti.

Come nel 1936 Prokof’ev musicò “Pierino e il lupo”, così Livio Minafra ha realizzato una irriverente colonna sonora per “La vecchia scorticata”, fiaba di Giambattista Basile narrata, in partenopeo, da Peppe Barra che ha riproposto, anche, la gradevole filastrocca “U’ uallarino – il tacchino”. «E’ nata una nuova opera! All’improvviso» sussura, amabilmente, Barra a Minafra. E forse un’interessante collaborazione artistica.

Gran finale con Pino Minafra e la “folle” conduction del suo cavallo di battaglia, “Fantozzi”.

L’appuntamento con il Talos Festival Internazionale prosegue anche oggi con una ricca agenda di appuntamenti.

(Photo gallery © Veronique Fracchiolla)

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