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FILOGRANO SUL MUSEO: “CHIEDEREMO ALLA DIREZIONE REGIONALE DI NON LASCIARE RUVO SENZA LA SUA PRINCIPALE ATTRATTIVA”

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Monica Filograno, assessora alla Cultura Comune di Ruvo di Puglia, replica alla lettera pubblicata da ruvesi.it e redatta dall’avv. Mariatiziana Rutigliani a proposito del Museo Jatta.


Gentile Paolo Pinto,

apprendiamo dalle pagine del suo portale che l’avvocata Rutigliani pone alcune domande, per ora indirette, alla nostra amministrazione sulla prolungata chiusura del Museo Nazionale Jatta e visto che abbiamo le risposte, vogliamo approfittare per renderle subito pubbliche qui, come faremo con maggiore dettaglio, nelle sedi opportune, quando se ne presenterà l’occasione.

Comprendiamo la delusione di vedere chiuso da troppo tempo il prestigioso Museo Jatta e ci uniamo anche a noi al coro di chi avrebbe preferito che non fosse così e che almeno durante l’estate fosse visitabile. Chiaramente ci siamo preoccupati di chiederlo a tempo debito direttamente alla direttrice Claudia Lucchese, alla quale insieme al Sindaco ho avuto modo di esternare tutto il nostro disappunto e rammarico per la scelta di restare chiusi senza una informazione esaustiva sui tempi, ma da lei abbiamo appreso le ragioni di questo fermo, che non abbiamo potuto fare altro che registrare. Purtroppo.

Come si legge infatti anche nella nota della capogruppo di Forza Italia, per la sua particolarità e unicità il Museo Jatta non può essere sottoposto al rispetto delle regole anticovid – in vigore anche nei mesi estivi – perché manca per esempio di una uscita differente dall’entrata, perché la disposizione dei vasi e la loro esposizione all’aria non consentono interventi di sanificazione che danneggerebbero la ceramica e anche perché i visitatori dovrebbero accedere all’interno uno per volta! Noi non siamo nelle condizioni di modificare questi protocolli e ce ne dispiace molto.

Viviamo un tempo dominato dalla pandemia e tante nostre ambizioni stanno allentando il passo per ora. Il turismo è fermo al momento, i musei sono stati di nuovo chiusi tutti – anche quelli in regola – e noi non facciamo certo eccezione. Questo determina anche, a nostro avviso e per quanto abbiamo potuto raccogliere dai nostri diretti interlocutori, il rallentamento dei lavori di ristrutturazione e di adeguamento alle norme in vigore delle sale espositive che, ricordiamo, sono di competenza ministeriale. Avremmo voluto certo che i lavori fossero già partiti e anche finiti: i nostri primi sopralluoghi all’ex Convento dei Domenicani risalgono a più di due anni anni fa, come anche la messa a disposizione da parte nostra di tutto il piano inferiore di quell’immobile per ospitare allora una mostra temporanea in occasione della chiusura del Museo Jatta, che doveva essere ben antecedente all’esplosione della pandemia. Questi passaggi sono agli atti con uno scambio di protocolli ufficiali. Le tante riunioni, le telefonate, le mail informali fanno parte invece del fatto che noi no, non restiamo inerti e non siamo sordi alla necessità di tutelare il patrimonio. Sappiamo che è cosa preziosa e importante e ci prodighiamo quotidianamente in molte direzioni. A volte non raccontiamo tutto quello che facciamo, in questo caso anche per rispetto verso il lavoro di un altro ente come il Ministero che ha un suo modus operandi. Ma non abbiamo nulla su cui tacere. Sappiamo e paghiamo lo scotto del forte ritardo con cui è partita la procedura di gara per la progettazione e, quindi, dei tempi lunghi per la esecuzione dei lavori necessari alla riapertura del museo. E non smetteremo, perciò, di relazionarci e sollecitare la Direzione Regionale del Polo Museale a non lasciare la nostra città senza il suo principale attrattore culturale per troppo tempo.

In quest’ottica stiamo lavorando da tempo affinché sia possibile presso Palazzo Caputi una mostra del vaso di Talos completa di altri reperti e documenti importanti che la direzione regionale del Polo ci ha proposto (anche qui ci sono atti formali) e che sarà inaugurata appena la procedura statale, sulla quale stiamo lavorando noi per primi da mesi, avrà termine – e siamo vicini – e appena si potranno riaprire i musei. Speriamo dunque nei prossimi mesi, non oltre la fine dell’inverno.

Quanto all’ipotesi barese, siamo perfettamente a conoscenza, per ora in maniera solo informale perché è ancora allo stato puramente progettuale e niente affatto esecutivo, dell’intenzione da parte del Ministero di allestire una mostra di reperti della collezione ruvese presso la prestigiosa sede del Castello Normanno Svevo di Bari e sappiamo per certo che non saranno affatto utilizzati i depositi negli scantinati dello stesso Castello per il resto del patrimonio che verrebbe così sottratto alla nostra città! Questa notizia può essere del tutto smentita. Se ci fossero invece due mostre, quella a Ruvo con il pezzo più noto della collezione Jatta e con un apparato di corredo altrettanto prestigioso – oltre ad una serie di conferenze, incontri, iniziative che per ora abbiamo dovuto mettere nel cassetto per ovvie ragioni – e quella a Bari in una sede molto turistica, beh…questa sarebbe una buona occasione di promozione per noi. Le due iniziative sarebbero connesse e potrebbero costituire a nostro parere una alternativa più che dignitosa per dare visibilità e notorietà alla collezione ruvese durante i lavori di ristrutturazione, che non dureranno affatto “anni” come tanti si affannano a dichiarare in varie sedi. Su questo noi vigileremo, saremo puntualmente di sprone, non perderemo giorno e occasione per spingere affinché si riapra il Museo e tutto torni al suo posto. Ricordo che stiamo lavorando alla nascita di un nuovo Museo in collaborazione con la Soprintendenza e che la rete cittadina museale è stata per due volte nominata capofila di uno di cinque hub in tutta la Puglia da parte della Regione, ricevendo finanziamenti per la realizzazione di attività che rendano vivi e attivi i nostri musei, soprattutto per infanzia e adolescenza.

Perché non dovremmo volerli riaprire?

Nel frattempo proviamo ad andare insieme in una unica direzione, chiedendo certamente a gran voce alla Direzione Regionale della Puglia di non allungare i tempi di affidamento dei lavori e di non lasciare Ruvo di Puglia priva della sua principale attrattiva turistica e culturale, nella consapevolezza tuttavia dell’impegno delle altre istituzioni coinvolte, a cominciare dalla Direzione Generale del Polo Museale, il cui lavoro viene comunque portato avanti nel comune interesse di fare bene per la città. Per la sua economia e cultura, per la sua proiezione fuori di sé, per la valorizzazione dei suoi beni e per la crescita della collettività nel tempo che verrà, che non sarà facile ma che dobbiamo da ora costruire. Ogni giorno.

 

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