“Evoluzioni Libri”:  le “Rotte Murgiane” per scoprire e proteggere la nostra identità

“Attraverso i segni del territorio è racchiusa la storia”, la nostra storia, secondo la storica di arte medievale Pina Belli D’Elia che ieri ha presentato il libro collettivo “Rotte Murgiane” (ed. Edipuglia), curato dai professori Luisa Derosa e Maurizio Triggiani dell’Università degli Studi di Bari.

L’incontro, introdotto dal dott. Francesco Picca, direttore della Casa della Cultura, ha inaugurato, a Palazzo Caputi,  la rassegna letteraria autunnale “Evoluzioni Libri” il cui fil roûge è la “tenacia” come sottolineato dall’Assessora alla Cultura Monica Filograno.

E la tenacia anima tutti coloro che sono impegnati a conoscere, studiare e salvare il patrimonio storico, architettonico che arricchisce la Murgia, come gli autori del libro e i volontari del sito www.pugliaindifesa.org, creato una decina di anni fa dal prof. Maurizio Triggiani.

La prof. Pina Belli D’Elia, lombarda innamorata della Puglia, della nostra città, ha condotto tutti in un viaggio affascinante perché inusuale, perché segue rotte poco conosciute. Ha accompagnato tutti i presenti alla scoperta degli habitat rupestri della Murgia.

Dalla chiesa rupestre del peccato originale alle policrome decorazioni pittoriche della chiesa rupestre di Santa Croce ad Andria, con il Ciclo della Passione, con raffigurazioni, simbologie che testimoniano la reciproca influenza degli artisti del Sud e Nord Italia attraverso la diffusione degli Ordini Mendicanti: un inconsueto Cristo Deposto, circondato da strumenti di lavoro e artigianali, è un “memento mori” che esorta a curare lo spirito, a osservare le pratiche religiose e a non affannarsi in questa vita terrena.

Scrigni preziosi di arte, storia esaltati da buone pratiche restaurative ma spesso offesi da interventi irrispettosi del contesto storico in cui sono inseriti, da piani urbanistici fagocitanti – “E’ triste vedere questi insediamenti circondati da mostri”, chiosa la Belli D’Elia – come la piccola chiesa di San Vito di Corato, per esempio, presente nelle pagine di “Rotte Murgiane” attraverso il contributo del ruvese Vito Ricci.

La professoressa non ha avuto esitazioni nel condannare alcuni interventi quali la “ridicola piantumazione dei pini” intorno a Castel del Monte; la sbiancatura ai monumenti, come la nostra Cattedrale e tante altre operazioni che sono il risultato di uno dei grandi mali che affligge l’Italia: la cattiva manutenzione.

Le fa eco il prof. Maurizio Triggiani, che ha dedicato uno studio alle Grottelline di Spinazzola e che dedica gran parte dei suoi studi agli insediamenti rurali del Nord Barese, alle piccole chiese,ai casali, ai centri sorti intorno, di cui sono pervenuti lacerti e che sono preziose testimonianze storiche nella loro “umiltà”. Perché la Storia è anche quella scritta dai “piccoli” e va conosciuta e tutelata.

“Rotte Murgiane”, diviso in tre macrocapitoli “CONSERVAZIONE E RESTAURI”, “L’HABITAT RUPESTRE DI ANDRIA” e “MURGIA SCONOSCIUTA”, è un’opera di alto valore scientifico, corredata da ricche illustrazioni. Ma soprattutto è un’opera sulla nostra storia e la nostra identità.

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