DON GAETANO RICORDA IL GIOVANISSIMO ROCCO: “VEGLIA SULLA TUA FAMIGLIA”
Per Ruvo di Puglia sono giornate tremende e cariche di dolore. La scomparsa di Rocco Cantatore sarà ricordata con la Santa Messa di suffragio questa sera alle ore 18.30 presso la Chiesa di San Giacomo Apostolo.
A tal proposito, don Gaetano Bizzoco vuole provare a lenire questo drammatico momento con un passo dell’omelia del funerale del giovane ruvese.
“Carissimi Marisa con il piccolo Francesco, genitori, familiari e comunità tutta,
ci ritroviamo oggi con il cuore ferito davanti al mistero che ci supera. La scomparsa improvvisa di Rocco ci ha tolto il respiro e le parole, ma non la speranza. Perché la Parola di Dio che abbiamo ascoltato oggi non è lontana dalla sua vita: è una Parola che parla di lui, che è scritta per lui e con lui.
Il Libro della Sapienza ci consegna la verità che illumina la vita di Rocco:
«Giunto in breve alla perfezione, ha conseguito la pienezza di tutta una vita».
La pienezza non si misura con il numero degli anni, ma con l’intensità dell’amore. Rocco ha vissuto la vita piena perché ha amato davvero: come sposo, come padre, come figlio, come fratello, come uomo capace di relazioni vere.
Proprio qui, davanti a noi, c’è un segno silenzioso ma potentissimo di questa pienezza: quel cuscino di orchidee bianche che Marisa e il piccolo Francesco hanno voluto per lui. L’orchidea è un fiore raro e prezioso, segno di amore puro, fedele, che resiste al tempo. In quel bianco candido leggiamo la bellezza dell’anima di Rocco, ma vediamo anche un riflesso di quel giorno in cui, in questa stessa Chiesa, avevamo fissato la data del Battesimo del piccolo Francesco.
Quel giorno Rocco non era semplicemente il papà orgoglioso: era l’uomo che consegnava suo figlio a Dio. Oggi, quelle orchidee bianche richiamano proprio la veste del Battesimo: sono il profumo della risurrezione che sfida il gelo della morte. Marisa, ogni petalo di quel dono è una promessa: l’amore che vi unisce non appassisce, ma si trasforma in luce, la luce che continuerà a guidare i tuoi passi e del piccolo Francesco. Nel Vangelo di Marco abbiamo ascoltato il grido di Gesù sulla croce:
«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».
È il grido che oggi nasce dal nostro cuore. Non va censurato, non va soffocato. Eppure, proprio nel buio più fitto, il centurione riconosce: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio». Così anche noi, guardando come Rocco ha vissuto, riconosciamo che Dio non è assente. È presente nei gesti d’amore che Rocco ha seminato, nella fierezza con cui amava Marisa, nella tenerezza con cui teneva tra le braccia il suo bambino, nella discrezione con cui stava accanto agli altri.
Rocco era un uomo concreto, che sapeva “costruire” non solo con le mani, ma anche con il cuore. Nel suo lavoro metteva precisione, serietà, rispetto. Puntuale, affidabile, garbato. Arrivava in punta di piedi, con il sorriso, e lasciava dietro di sé non solo opere ben posate, ma stima, fiducia, amicizia. Anche nel lavoro Rocco parlava di sé senza fare rumore: con l’impegno, con l’onestà, con quella simpatia semplice che nasce da un cuore buono.
Marisa, i miei occhi ti hanno visto pregare con forza al Santuario della Madonna delle Grazie. Quella preghiera non è stata vana. Pregare non significa piegare la volontà di Dio alla nostra, ma imparare ad abitare la Sua volontà, anche quando ci appare incomprensibile e ingiusta. La fede ci insegna che Dio non toglie per distruggere, ma accompagna verso un bene più grande che i nostri occhi, velati dalle lacrime, ancora non riescono a vedere.
Affidando Rocco alla Madonna delle Grazie, lo abbiamo posto nelle mani di una Madre che conosce il dolore della perdita. In quelle mani Rocco è al sicuro. Marisa, la luce che splendeva negli occhi di Rocco quando ti guardava vive ora nel cuore di Francesco. Come queste orchidee restano eleganti e salde nella loro delicatezza, così il vostro legame resterà intatto, custodito e nutrito dalla misericordia di Dio.
Rocco, figlio di Francesco e Carmela, fratello di Lia e Michele, ci lasci un’eredità preziosa: la certezza che non conta quanto tempo viviamo, ma quanto amore mettiamo nel tempo che ci è donato.
Affidiamo Rocco alle braccia del Padre, certi che:
«Grazia e protezione sono per i suoi santi».
Rocco, sei Amore che si fa Luce!
Come quel bianco purissimo delle tue orchidee, ora brilli nel giardino di Dio.
Dall’Amore sei venuto e all’Amore ritorni.
Grazie per il tuo cammino con noi.
Veglia su Marisa, sul piccolo Francesco e su tutti noi.
Riposa in pace.
don Gaetano”