Religione

DON GAETANO E L’EMOZIONE VISSUTA AD HOBOKEN: “CENTO ANNI DI DEVOZIONE, CENTO ANNI DI GENERAZIONI CHE TRAMANDANO LE PROPRIE RADICI”

Dal 10 al 17 settembre, il vescovo Mons. Domenico Basile è in America per prendere parte alle celebrazioni della Fondazione della Società Madonna dei Martiri in Hoboken, che quest’anno raggiunge il prestigioso traguardo del 100° anniversario. Una presenza particolarmente significativa, che permetterà alla Chiesa diocesana di incontrare una comunità che, nel tempo, ha saputo conservare e trasmettere la fede e le tradizioni ricevute dalle famiglie emigrate da Molfetta. Con lui anche don Gaetano Bizzoco, parroco di San Giacomo Apostolo, il quale scrive una lettera ricca di emozione per quanto vissuto.
Carissimi, figli della nostra amata terra e custodi di speranza oltre l’oceano,
vi scrivo proprio in questi giorni, mentre vi sto conoscendo e sto vivendo qui con voi, condividendo la vostra mensa, le vostre storie, i vostri sguardi. Sentivo dentro un bisogno profondo, irrefrenabile, di mettere per iscritto ed esternare questi sentimenti che mi affollano il cuore prima che le parole sfuggano via.
Insieme al nostro caro Vescovo Monsignor Domenico Basile, siamo venuti a trovarvi qui ad Hoboken, a due passi dalla vertigine dei grattacieli di New York, per dirvi semplicemente grazie e per abbracciare la vostra storia dal vivo.
Come sacerdote, come don Gaetano che porta nel sangue il profumo di casa, ho provato un’emozione indescrivibile nel sentire sulle mie spalle il legno benedetto del simulacro della nostra Madonna dei Martiri. Un peso dolce, leggero come un’ala d’angelo, che non stanca ma solleva. Portarla a spalla in mezzo a voi mi ha riempito il cuore di una gioia indescrivibile e mi ha reso profondamente fiero di custodire questa bella tradizione: una fede viva che non è semplice nostalgia, ma linfa che riscalda la speranza e ci chiama a rinnovare l’impegno di servizio verso i più bisognosi.
Cent’anni! Un secolo di festa qui ad Hoboken! Che meraviglia toccare con mano cento anni di devozione, di mani intrecciate e di generazioni che si tramandano l’amore per le proprie radici. La presenza degli italiani molfettesi e non solo qui in America è una presenza bellissima, che ha il sapore pulito del voler costruire e del voler donare: cultura, tradizione, fede, speranza e la bellezza di un amore puro, limpido, ordinato.
Attorno a noi c’è il clima frenetico di questo grande Paese, fatto di frastuono e di grattacieli alti e imponenti che sfidano il cielo. Eppure, la vostra bellezza profuma di semplicità. Ed è proprio questa semplicità che ha una forza straordinaria: giunge al cuore in modo silenzioso, penetra nell’anima e genera un clima autentico di pace.
Non dimenticherò mai il gesto del nostro Vescovo che, affacciato sul fiume che attraversa New York, ha lanciato in acqua quelle rose. Vedere quei petali adagiarsi sulle onde è stato come guardare le nostre radici affidate alla corrente della storia, una benedizione di grazia e di memoria.
Il calore italiano che trasmettete non è un ricordo del passato, ma sangue vivo che viene iniettato nelle vene e nelle arterie americane per produrre Pace. Quella Pace vera che nasce soltanto da una giustizia autentica e viscerale, e che da qui deve diffondersi e contagiare il mondo intero.
Grazie per come mi state accogliendo in questi giorni. Continuate a custodire questo fuoco profumato di casa. La Madonna dei Martiri ci copra con il suo mantello e ci guidi sempre.
Con una benedizione piena di affetto e gratitudine, continuiamo a pregare insieme per tutti!

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