Il dolce pianto della “Madonna del Vento”

Gli occhi gravidi di lacrime di Maria, addolorata e desolata, sono gli stessi di una persona che, ieri, era tra il pubblico di “Planctus Mariae”, il concerto di Marce Funebri organizzato dalla Confraternita della “Purificazione Maria Santissima Addolorata” e dal Complesso Bandistico “Basilio Giandonato – Città di Ruvo di Puglia”, nella Chiesa di San Domenico.

Una lacrima furtiva, asciugata velocemente per pudore e discrezione, e negli occhi la tristezza per qualcuno che non c’è più. Eppure quel volto era soffuso di dolcezza mentre ascoltava le musiche dedicate al pianto di Maria, al pianto delle madri di ogni tempo, con “il cuore trafitto dalla spada”.

Diretta dal Maestro Rocco Di Rella, la banda ha eseguito sia alcune marce funebri del ricco repertorio dei Maestri ruvesi, i fratelli Antonio e Alessandro Amenduni, Basilio Giandonato e lo stesso Di Rella, sia due sue trascrizioni della celeberrima aria “Là sui monti dell’Est”, tratta dalla “Turandot” di Giacomo Puccini, e del “Miserere” da “Il trovatore” di Giuseppe Verdi.

Queste stesse musiche accompagneranno, venerdì 23 marzo, la processione della “Desolata”, la “Madonna del Vento”, di nero vestita, al cospetto della Croce.

A “Maria Vergine del Suffragio”, nata da un’ispirazione mistica del Maestro Di Rella nel 2006, è seguito “Planctus Mariae” del Maestro Antonio Amenduni, durante il quale la voce narrante di Franco Antonacci ha tessuto il racconto del dolore di Maria, in un dialogo con gli strumenti della banda, “voci” di ottone gravide di pathos umano.

Dopo il sontuoso e delicato “Andante lento” tratto dall’opera di Puccini, è stata eseguita la mesta “A mia madre – numero 19” del Maestro Alessandro Amenduni, in ricordo della propria madre, a cui ha fatto seguito il “Miserere” dell’opera verdiana.

“I sacri Misteri Dolorosi” del Maestro Di Rella si sono incarnati in un composto corteo di sette membri delle quattro Confraternite ruvesi, recanti i simboli della Passione di Cristo e di Maria. Un corteo accompagnato da “u tammùrre” e dalla “truozzue”, la troccola, i due strumenti che, nella sua grevità il primo e nella sua acutezza la seconda, aprono le processioni.

Le Confraternite “Opera Pia San Rocco”, “Purificazione Maria Santissima Addolorata”, “Maria Santissima del Carmelo” e del Purgatorio si sono fatte latrici dei simboli della Passione di Cristo e di Maria: lo spadino e il cuore; il fagotto della fuga in Egitto; il candido fazzoletto adorno di trine e la croce; una Tavola della Legge; i chiodi e la corona di spine; il bianco sudario e gli oli profumati. Un corteo in penombra, solenne a cui anche i fiori di pietra che adornano la chiesa sembrano inchinarsi.

D’altronde, durante tutta la Settimana Santa, ogni cosa a Ruvo di Puglia è pervasa di misticismo: quello stesso che ha consentito di ottenere un riconoscimento – come ha anticipato l’assessora alla Cultura Monica Filograno – per la sua bellezza e sacralità, a Taranto, altra città dove i Misteri Pasquali sono vissuti intensamente.

Il concerto si è concluso con la celeberrima marcia funebre “La Desolata” dell’indimenticato Maestro Basilio Giandonato che, trentasei anni fa, strinse un “sodalizio artistico e mistico” con la Confraternita dell’Addolorata per predisporre gli animi dei pii ruvesi alla Settimana Santa attraverso la prova-concerto delle Marce funebri, che avrebbero accompagnato la statua della “Desolata”. E questo ben lo ricorda il Maestro Vincenzo Di Bisceglie, il capo banda, una delle anime del Complesso Bandistico, «che ci segue e incoraggia» ha dichiarato un commosso Maestro Di Rella nei ringraziamenti finali, a cui si sono legati quelli del priore Antonio De Venuto e di don Vincenzo Speranza.

La prova generale è stata fatta. Il concerto mistico sarà ascoltato venerdì 23 marzo, dalle 17.30, seguendo la processione della “Desolata” dalla Chiesa di San Domenico.

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