“Danneggia” l’erario per il bene dei pazienti: medico condannato

Ha posto in essere una condotta di c.d. “inappropriatezza prescrittiva”, determinando un “danno erariale”, il dottor Guglielmo Facchini, medico di base operante nel Distretto Socio Sanitario 2 di Ruvo di Puglia condannato a pagare 23.827, 16 euro più interessi e spese giudiziali.

A stabilirlo con la sentenza n. 706/2018  è stata la Corte dei Conti Sezione Giurisdizionale Regionale per la Puglia nel giudizio per responsabilità amministrativa promosso dalla Procura Regionale della Corte, in persona del vice procuratore generale Antonio d’Amato, a seguito di segnalazione fatta nel 2013 dal Direttore Generale dell’ASL BA.

A seguito di indagine amministrativa, infatti, l’Asl aveva appurato che Facchini, nel triennio 2009-2011, a pazienti affetti da sospetta osteoporosi non supportata da esami diagnostici, prescriveva, apponendo  la nota 042 sulla ricetta rossa e, quindi, a totale carico dello Stato, i farmaci off label Clody fl. 300 endovena e Difosfonal 300 ml endovenosa. Si tratta di medicinali a base di disodio clodronato, principio attivo impiegato per curare malattie ossee e quindi anche l’osteoporosi, ma dal momento che questa patologia non rientra sia nella nota 042, sia nell’elenco speciale dei farmaci off label, chi ne soffre e vuole curarsi con essi  è tenuto a sostenere l’intero costo (e il prezzo del Difosfonal, per esempio, si aggira intorno ai 25 euro).

La nota 042 è una scheda tecnica autorizzata dall’Agenzia Italiana per il farmaco nella quale sono incluse patologie quali il Morbo di Paget, osteolisi tumorali, mieloma multiplo, iperparatiroidismo e altre malattie diagnosticate da medico specialista per le quali è prevista l’esenzione. Non solo: l’agevolazione è prevista anche nel caso di patologie rientranti nell’elenco dei farmaci off label predisposto e aggiornato costantemente dall’Aifa.

 I farmaci off label, come ricordato nella sentenza,  sono quei medicinali che possono essere impiegati per un’indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata .

“L’inutile accollo del costo dei farmaci prescritti dal dottor Facchini a carico del SSN conseguente a tali illegittime esenzioni è stato, quindi, quantificato in € 47.654,25” si legge nella sentenza.

Tuttavia Facchini è stato condannato a pagare la metà “stante le comprensibili intenzioni curative e non speculative da costui mostrate nell’occasione”. Gli è stato riconosciuto, in definitiva, l’interesse ad agire unicamente per il bene dei pazienti meno abbienti, non in grado di affrontare spese considerevoli.

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