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DA “DE CILLIS 2” IL PANE DI SANT’ANTONIO: IL SIGNIFICATO

Leo De Cillis conserva la tradizione del pane di Sant’Antonio. Nel giorno dedicato al culto del santo di origini portoghesi, si è soliti benedire dei semplici piccoli pani, che poi vengono distribuiti ai fedeli e consumati per devozione.

Tale devozione deriva certamente dall’iniziativa del “pane dei poveri” che nel passato era molto viva e diffusa nelle chiese.

“E’ una tradizione che portiamo avanti di anno in anno, con grande attenzione da parte della nostra clientela. Ha il suo significato, certamente legato all’iniziativa del “pane dei poveri” che nel passato era molto viva e diffusa nelle chiese. Anche oggi, nei pressi della Basilica, operano la “Caritas antoniana” e l’“Opera del Pane di Poveri”, due organizzazioni che esprimono in forme più attuali e diversificate l’aiuto materiale verso i bisognosi”, spiega Leo De Cillis, titolare di “De Cillis 2”.

Anche oggi, nei pressi della chiesa  di San Michele Arcangelo dove è mantenuto vivo il culto del Santo di Padova, i pani vengono benedetti dopo ogni messa celebrata, per poi essere distribuiti a parenti e amici.

L’accentuato e complesso fenomeno della carità, che fa capo al santuario, dipende certo dalla generosità che i pellegrini o i devoti attraverso il “Messaggero di S.Antonio” mettono a disposizione dei poveri. Quanto essi compiono è la continuazione della riconoscenza verso il Santo così prodigo di consigli, aiuto e grazie. Basti ricordare il commovente episodio del miracolo di Tommasino e della sua giovane mamma che, ottenuta la guarigione del figlio per intercessione del Santo, decise di offrire al convento per un certo periodo di tempo tanto pane quanto pesava il suo bambino, perché potesse essere ridonato alle mamme povere.

 

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