D.U.C., IL NO DI PAPARELLA ALLO STATUTO DELLA COSTITUENDA ASSOCIAZIONE

Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale, è stata approvata la costituzione dell'”Associazione del distretto di Ruvo di Puglia tra il Comune, la Confcommercio e la Confesercenti.

L’approvazione è stata votata da tredici consiglieri, mentre il solo Piero Paparella ha votato contro quanto contenuto nello statuto.

Il fatto che la sua sia stata l’unica voce fuori dal coro e da lui stesso motivato: “Mi sono fortemente opposto all’approvazione dello STATUTO di questa nuova costituenda Associazione così come è stato proposto dal Sindaco Chieco (che è anche Assessore alle Attività Produttive) presentando cinque emandamenti (tutti bocciati dalla maggioranza) che andavano nella direzione di inserire criteri di democraticità (e non di nomina e di cooptazione) all’interno dell’Associazione, oltre che rendere gratuiti tutta una serie di incarichi e consulenze previste nello statuto“.

Il voto contrario è riferito solo ed esclusivamente alla forma ed alle regole che l’Amministrazione ha voluto dare a questo strumento: “L’associazione andrà in un secondo momento a gestire e ad operare sul Distretto Urbano del Commercio, che invece ci vedrà sempre e comunque dalla parte dei cittadini e delle imprese che operano nel territorio del Comune di Ruvo, ma altrettanto chiaramente ci vedrà sostenere posizioni lineari, limpide e basate sul convincimento che la stagione dello sperpero del denaro pubblico, congiuntamente a quella dei doppiogiochisti deve finalmente terminare“.

Le riflessioni del consigliere di Direzione Italia erano tese verso la delineazione di alcuni parametri che potessero garantire democraticità all’interno del sistema in via di costituzione. Stante la bontà del progetto, nel corso della discussione ha posto in essere delle questioni relative alla perimetrazione dell’area interessata dal progetto, alla governance del DUC, alla mancanza di una sede legale della costituenda associazione, che a Ruvo non è costituita “Confesercenti”, a meno ufficialmente. Tra gli aspetti evidenziati anche il fatto che la durata dell’incarico del presidente della stessa non ha durata definita, così come avrebbe voluto che fosse il Consiglio Comunale a nominare i rappresentanti del Comune stesso e non la Giunta Comunale.

“Riteniamo questa associazione – conclude Paparella – un ennesimo carrozzone pieno zeppo di nomine, poltrone e incarichi tutti finanziati con soldi pubblici sia del Comune che della Regione”.

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