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CORREVA L’ANNO 1914: ELEZIONI AMMINISTRATIVE TRA RIVOLTELLE E SANGUE

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Lotta sanguinosa a Ruvo di Puglia. Battaglia a rivoltelle – una donna uccisa” così sottotitolava la mattina dell’8 giugno 1914 il Corriere della Sera in merito ai violenti scontri che avevano preceduto l’inizio delle elezioni amministrative nel nostro paese.

Grazie alle riforme elettorali introdotte con le leggi 6 luglio 1912 n. 767 e 19 giugno 1913 n. 640, le cui disposizioni vennero coordinate nel T. U. 4 febbraio 1915 n. 148, si ebbe un importante allargamento del suffragio a nuove categorie di cittadini che portò alle urne, quell’anno, circa 9.554.273 elettori in tutta Italia rispetto ai circa 4 milioni del 1911.

Diversamente da quanto avvenuto negli altri paesi del barese come Putignano, Rutigliano, Noicattaro, Fasano e Canosa, in cui pure erano state indette le elezioni amministrative, a Ruvo di Puglia le ore immediatamente precedenti all’apertura dei seggi furono connotate da violenti scontri e spargimento di sangue tra i due schieramenti avversi.

A Ruvo l’urto tra i due partiti locali (l’uno facente capo al deputato on. Cotugno, l’altro capitanato dal dottor Telenuto e dall’ex consigliere provinciale va. Spada) è aspro, continuo e stamane prima ancora dell’inizio della lotta, esplose in modo violento.” Queste le parole scritte nel quotidiano per descrivere la situazione di guerriglia che si verificò all’alba del 7 giugno 1914 e che portò gli avversari ad impugnare addirittura le armi.

Da parte di entrambi i dispiegamenti, infatti, ci furono numerose scariche di rivoltella che durarono diversi minuti, mentre le attività commerciali e i bar si affrettarono a tirar giù le saracinesche. Solo le cariche delle forza pubblica, intervenuta con non poca fatica sul terreno di scontro, riuscirono a bloccare lo spargimento di sangue. A sostegno della stessa, anche da Bari partì un treno speciale con rinforzi di guardie e soldati.

Il panico e il terrore che si diffusero tra la popolazione furono enormi e, come riportato nell’articolo in parola, una donna ruvese, che nel frattempo si era nascosta in un portone per scampare a quella furia violenta, fu sopraggiunta da alcuni colpi di rivoltella, morendo qualche istante dopo.

Ciononostante, le operazioni di voto presero il via qualche ora più tardi, mentre i feriti vennero ricoverati presso l’Ospedale o trasferiti nelle farmacie private e nelle proprie abitazioni.

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