COLDIRETTI PUGLIA, SIAMO MESSI PEGGIO DEI TERREMOTATI BLOCCATI 120MLN EURO DA 1 ANNO; BUROCRAZIA FA PIU’ DANNI DI UNA CALAMITA’

“In Puglia sul PSR siamo messi peggio delle regioni terremotate. In Umbria e Marche, per esempio, nonostante le difficoltà oggettive causate dal sisma, sono già stati finanziati progetti per l’insediamento dei giovani in agricoltura, bando che in Puglia è stato pubblicato nel luglio 2016 e mai reso operativo. Anche la vicina Basilicata, per rimanere al Sud, è più veloce della Puglia. Da noi sono bloccati da 1 anno oltre 120 milioni di euro per bandi pubblicati e finiti nel cassetto, a dimostrazione che l’opacità della burocrazia continua a fare più danni delle calamità. Al netto delle difficoltà strutturali e strumentali, il ‘così è se vi pare’ del Presidente Emiliano vanifica ogni tentativo di ripartenza e aggiustamento del tiro. Stiamo perdendo competitività e serve un immediato e deciso cambio di passo”. Perentorio il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, a margine della conferenza stampa dell’Assessore Di Gioia e del Presidente Emiliano sul PSR Puglia.

E’ lunga la lista – precisa Coldiretti Puglia – di imprese agricole che hanno anticipato investimenti per l’acquisto di macchinari, strumenti, realizzazione di serre,  prefabbricati, impianti irrigui e che a distanza di un anno non hanno potuto neppure perfezionare le pratiche di finanziamento e chissà quando potranno avere le risorse utili all’innovazione e allo sviluppo.

“PSR e mancata semplificazione amministrativa sono le due facce della stessa medaglia – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – perché manifestano sordità della Pubblica Amministrazione verso le necessità delle imprese agricole pugliesi che chiedono meno burocrazia. Lo hanno chiesto anche in occasione del Tour Coldiretti che ha riunito nel 2016 al TeatoTeam oltre 7000 imprenditori agricoli, che hanno espresso chiare aspettative per il futuro, con il 62% percento che ha chiesto con forza proprio la semplificazione amministrativa. La burocrazia fa perdere fino a 100 giorni di lavoro all’anno che vengono sottratte all’attività degli agricoltori in un difficile momento di crisi. Eppure anche il provvedimento ‘azzera burocrazia’, approvato con delibera di Giunta regionale n. 243 nel lontano 18 febbraio del 2013, non è mai divenuto operativo”.

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