Formazione

Claudio Di Terlizzi, laurea d’eccellenza a Bari: 110 e lode con plauso

A cura di Antonio Visicchio.
Lo scorso 19 novembre, nell’Aula Magna “De Benedictis” del Policlinico di Bari, Claudio Di Terlizzi, 22 anni, originario di Ruvo di Puglia, ha conseguito la laurea in Fisioterapia con 110 e lode, ricevendo anche il plauso accademico della Commissione. Un riconoscimento raro, conferito a lui solo tra i laureandi della sessione, che fotografa il valore di un percorso condotto con rigore, continuità e passione.
Dietro quel voto c’è una traiettoria di studio e tirocinio vissuta con serietà e senso di responsabilità verso la professione sanitaria. La tesi, “Applicazione del Vibramoov nella gestione della spasticità in un paziente mieloleso”, seguita dalla prof.ssa Venera Scacco, mette al centro un tema clinico di forte impatto sociale: migliorare la qualità della vita dei pazienti neurologici attraverso strumenti innovativi e un approccio riabilitativo attento alla persona. Il lavoro si fonda su una case history relativa a una paziente ruvese: un dettaglio che rende ancor più evidente il legame di Claudio con le proprie origini e con la Comunità che lo ha formato.
Il successo di Claudio parla però anche fuori dall’università. Racconta che la Puglia dispone di energie giovani capaci di eccellere nei luoghi più esigenti della formazione e della ricerca. Il progresso autentico non si misura solo in opere pubbliche o indicatori economici, ma nella capacità di trattenere talento, trasformare il merito in opportunità lavorative e accompagnare queste eccellenze nel “dopo laurea”.
E qui emergono le ombre note: una Regione che spesso vede i suoi migliori giovani cercare altrove prospettive e ruoli, mentre il ricambio generazionale resta timido e marginale. Servono scelte istituzionali che aprano spazi reali a chi è preparato, rompendo inerzie e logiche di rendita. Il 110 e lode di Claudio è una promessa concreta: sta alla Comunità farla diventare un percorso possibile dentro la propria Terra.
Per Ruvo di Puglia è un motivo di orgoglio e, insieme, un monito: la sanità e i servizi di prossimità hanno bisogno di professionisti giovani, preparati e motivati. Investire su di loro significa investire sulla qualità della vita di tutti, oggi e domani.

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