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Cia Levante: “Campagne sotto scacco, rubate decine di quintali di uva nel Barese”

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L’intero lavoro di un anno che scompare in una notte. E’ quanto sta continuando ad accadere nelle campagne di Noicattaro e Triggiano, in provincia di Bari, dove ignoti nottetempo hanno saccheggiato i vigneti portando via decine di quintali delle primizie dell’uva da tavola delle varietà Vittoria e Black Magic.

“Gli agricoltori sono disperati ed esasperati”, ha dichiarato Felice Ardito, presidente di CIA Levante, declinazione territoriale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia.

“I produttori quest’anno hanno dovuto superare ostacoli di ogni tipo: prima le difficoltà dovute alla pandemia, poi le gelate di aprile, la siccità e il caldo torrido di questi giorni, senza dimenticare le enormi difficoltà nel cercare di garantire, spesso invano, l’irrigazione dei vigneti in assenza di reti irrigue adeguate ed efficienti”, ha aggiunto Giuseppe Creanza, direttore provinciale dell’organizzazione.

“Il problema dei furti è ormai divenuto una piaga da troppo tempo”, hanno spiegato i due dirigenti CIA Levante attraverso una nota.

“Nel mirino dei predoni delle campagne non c’è soltanto l’uva ma, a seconda dei differenti periodi, si va dalle mandorle alle olive. E’ storia vecchia, ma mai affrontata adeguatamente. Gli agricoltori sono costretti a organizzarsi in ronde per proteggere il lavoro di un anno. Vivono quotidianamente con la paura di vedersi rubare le macchine e le attrezzature dai depositi o addirittura direttamente sul campo quando si sta lavorando. Abbiamo detto loro di denunciare e lo hanno fatto, ma a nulla è servito. Spesso hanno dovuto subire ritorsioni e accanimento da parte della criminalità, com’è accaduto a una start up in contrada Troianelli, nelle campagne di Andria, dove all’azienda in questione sono state date alle fiamme le attrezzature nella più completa impotenza dello Stato”.

CIA Levante, dunque, torna a chiedere un incontro urgente con le istituzioni e le forze dell’ordine, un tavolo prefettizio sulla sicurezza per capire quali misure adottare nell’immediato per arginare un fenomeno devastante e oltremodo pericoloso.

“Abbiamo bisogno di avere garantita la sicurezza del nostro tessuto imprenditoriale; occorrono maggiori controlli e maggiori risorse strumentali d’indagine, di uomini e mezzi al servizio della magistratura e delle forze dell’ordine. Abbiamo chiesto più volte l’istituzione di una polizia rurale regionale che abbia il compito esclusivo di garantire la sicurezza nelle campagne. Abbiamo chiesto e torniamo a chiedere che sia utilizzato anche l’esercito per presidiare efficacemente il territorio. Non è un’esagerazione, ma una necessità, vista la penuria di risorse umane e strumentali in dotazione alle forze dell’ordine. Chiediamo sia presa in considerazione anche la possibilità di un presidio non armato, ma ugualmente utile per il controllo delle zone rurali e l’immediata segnalazione, per il quale poter utilizzare come ‘sentinelle’ del territorio i percettori del Reddito di Cittadinanza che, in questo modo, potrebbero rendere un servizio utile alla collettività. Chiediamo subito un tavolo prefettizio sulla sicurezza per discutere di queste e di altre possibili misure attraverso le quali intervenire”.

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