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Chiusi i pozzi per mancanza operai ARIf in provincia di Bari

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Si aggrava il problema siccità in Puglia, con le riserve che continuano a scendere con – 140 milioni di metri di acqua relativi ai 2 comprensori del Fortore e dell’Osento, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso sulla base dei dati del Consorzi di Bonifica della Capitanata. E’ quanto rileva Coldiretti Puglia che segnala una diminuzione costante, aggravata dalla chiusura dei pozzi Arif in provincia di Bari per la mancanza di operai che vadano ad aprirli e la rottura di una tubatura del Consorzio di bonifica Terre d’Apulia che non fa arrivare acqua in agro di Mottola in provincia di Taranto.

“La sostanziale assenza di piogge è aggravata – denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia – dalle reti colabrodo che fanno perdere 1 litro di acqua su 2. Servono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, campagne di informazione ed educazione sull’uso corretto dell’acqua e un piano infrastrutturale per la creazione di invasi che raccolgano tutta l’acqua piovana che va perduta e la distribuiscano quando ce n’è poca”.

“A Taranto siamo nel pieno della campagna di raccolta delle primizie come fave, piselli – aggiunge il presidente di Coldiretti Taranto, Alfonso Cavallo – oltre a insalate, cime di rape, finocchi e bisogna dare acqua alle albicocche che per le temperature anomale di quest’inverso sono già a gemma gonfia. Per le orticole e gli alberi da frutta abbiamo bisogno dell’irrigazione di soccorso, perché senza piogge le colture in campo rischiano di seccare”.

Le aree pugliesi esposte al rischio desertificazione sono pari al 57% – conclude Coldiretti Puglia  – con gli agricoltori  stanno facendo la loro parte con un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico.

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