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Chiusa l’Area Covid, il San Paolo di Bari ritorna no-Covid

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Dimessi pochi giorni fa gli ultimi due dei 1.046 pazienti trattati in sei mesi e mezzo e chiusa l’Area Covid, da oggi il San Paolo di Bari ritorna Ospedale no-Covid. Sanificato da cima a fondo per permettere il totale ritorno all’ordinaria attività di assistenza sanitaria, dopo quasi 200 giorni dedicati alla cura dei pazienti Covid-19.

«Uno sforzo straordinario – spiega il Direttore Generale Antonio Sanguedolce – che ha impegnato completamente questo Ospedale, come quelli di Putignano e Altamura, dal punto di vista strutturale, logistico e umano: per questo bisogna ringraziare in modo particolare tutto il personale ospedaliero, che ci ha messo anima e corpo per affrontare l’emergenza, operando in condizioni estreme e senza mai risparmiarsi per lunghi e durissimi mesi. Riconvertire un Ospedale e poi riportarlo indietro, sempre conservando gli elevati standard di sicurezza previsti dalle misure anti-contagio, è un’operazione tecnicamente complessa. Riuscire a farlo in pochi giorni ci restituisce davvero il senso del grande lavoro fatto e della capacità di adattamento, in piena emergenza sanitaria, dimostrata dalla Sanità Pubblica».

Dal 15 novembre al 31 maggio nell’Ospedale San Paolo sono stati trattati 796 pazienti ad elevata complessità assistenziale, gestiti clinicamente in Medicina, Pneumologia e Rianimazione, a fronte del trasferimento di 250 pazienti a più basso grado di complessità clinica, gestiti e trattati clinicamente presso l’Obi Covid, verso altri centri Covid dopo una degenza media di 4-5 giorni. Fondamentale l’attività di filtro e trattamento del Pronto Soccorso che ha gestito 730 pazienti ad accesso diretto, più altri 66 provenienti da altri presidi ospedalieri.

«A novembre scorso – ricorda il Direttore medico del San Paolo, Angela Leaci – in dieci giorni di lavoro senza sosta abbiamo riconvertito l’Ospedale per contrastare l’emergenza Covid. Abbiamo allestito e attrezzato 8 posti letto Covid in Rianimazione, 18 in Pneumologia-Utir, 25 in Area Medica e poi altri posti letto, sino ad arrivare a 91 complessivi, comprendenti i posti letto chirurgici e quelli di Ostetricia e Ginecologia, oltre a 20 posti tecnici di astanteria in Pronto Soccorso, importantissimi per la prima assistenza e il successivo trattamento in Area Covid».

Un “viaggio” di andata e ritorno nella pandemia, che l’Ospedale ha affrontato con una doppia riconversione. Gli ultimi quattro dei sette piani dell’edificio sono stati adibiti ad Area Covid (Medicina, Pneumologia e Rianimazione Covid, più l’area dedicata alle partorienti positive e le zone di vestizione e svestizione), con un notevole intervento di compartimentazione, isolamento e messa in sicurezza all’interno dell’Area Covid e rispetto al resto dell’Ospedale che, contemporaneamente, ha continuato a garantire le urgenze di diversa natura. La riorganizzazione, infatti, ha comportato la realizzazione di un nuovo reparto di Rianimazione e di una nuova Sala parto, consentendo anche di garantire alla popolazione la degenza ordinaria in Ostetricia-Ginecologia, Cardiologia (comprese le sale di Emodinamica per la cardiologia interventistica d’emergenza), Chirurgia Senologica e Plastica, nonché i servizi radiologici (con due percorsi separati per l’utenza Covid e no-Covid), immunotrasfusionali, il laboratorio analisi e la camera iperbarica. Il Pronto Soccorso, inoltre, è stato sdoppiato per accogliere e gestire i pazienti Covid e, grazie ad ambienti e percorsi separati e sicuri, ha potuto trattare anche la casistica ordinaria di tipo ortopedico e pediatrico.

Il ritorno all’attività no-Covid, almeno in questa fase, non riguarda l’area di Osservazione breve (OBI), mantenuta per accogliere eventuali casi positivi al Sars Cov-2 che si dovessero presentare. Resterà in supporto ancora per qualche tempo anche il Presidio Post Acuzie di Terlizzi, che assieme al San Paolo ha svolto un ruolo cruciale nella chiusura del ciclo assistenziale dei pazienti Covid sia con la Riabilitazione respiratoria (161 ricoveri tra 2020 e 2021) sia con la Lungodegenza (137 ricoveri).

L’Ospedale San Paolo ha dunque “riconquistato” i suoi spazi ed in pochi giorni tutto è ritornato come prima o quasi, grazie ad un secondo intervento di riconversione che ha coinvolto il personale sanitario e non sanitario e l’Area Tecnica della ASL. «L’Ospedale ha cambiato pelle più volte – rimarca il Direttore medico Leaci –. Per riaprire abbiamo sanificato e ripulito ogni reparto ma anche ogni singola apparecchiatura, a cominciare dai ventilatori polmonari, dalla più grande attrezzatura, arredi e letti, sino ai particolari più piccoli. Abbiamo ripristinato i percorsi clinici, pulito, spostato e rimesso ogni cosa al suo posto, anche gli armadietti con i medicinali, recuperando anche la piena funzionalità degli ascensori, inibiti per evitare accessi non consentiti in Area Covid. Un lavoro enorme, svolto curando certosinamente ogni dettaglio, che ora restituisce l’Ospedale San Paolo non solo alle sue attività ordinarie ma soprattutto alla sua utenza».

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