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CENNI STORICI DELLA CONFRATERNITA PURIFICAZIONE ADDOLORATA

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Fu nel 1719 che venne fondata a Ruvo di Puglia dal gesuita, Domenico Bruno del Collegio di Bari, la Confraternita della Purificazione – Sant’Ignazio.
Essa vide i natali nella chiesa di San Carlo, oggi non più esistente: i sodali erano contadini e foresi.
Nel 1721 la Confraternita si trasferì nella chiesa di Santa Maria di San Luca della famiglia dei Mazzacane, attualmente conosciuta come chiesa dei Santi Medici.
Fu in questo periodo che la Confraternita commissionò il pregevole dipinto attribuito al
maestro napoletano Giuseppe Mastroleo, raffigurante la Presentazione di Gesù al Tempio e la Purificazione della Vergine.
Nella notte tra il 30 e 31 luglio 1991 il dipinto della Presentazione di Gesù al Tempio fu rubato dalla sacrestia, durante i lavori di restauro della Chiesa di San Domenico.

La tela il 25 novembre del 1991 fu recuperata e restaurata. Attualmente è collocata
nell’ultimo altare a sinistra.

La Confraternita osserva una devozione molto particolare a Maria Vergine Addolorata.

Le vicende legate alla soppressione della Compagnia di Gesù, quindi dei Gesuiti, coinvolse quasi tutti i regni europei. Anche la Spagna governata da Carlo III di Borbone, emise un decreto di espulsione. Altri Stati borbonici imitarono l’esempio spagnolo e Ferdinando IV espulse i gesuiti da Napoli e Sicilia nel novembre 1767.
La congregazione di Ruvo fu sciolta nel 1768.
Nel 1777 l’Avv. Lorenzo Scarongella D’aprile, riunì i sodali nella Chiesa di S. Maria di S. Luca non godendo del regio assenso per la fondazione e per le regole, ricorsero al Sovrano Ferdinado IV per ottenerle.

Il 30 giugno 1777, venne concesso il privilegio alle regole. Le stesse furono presentate alla Real Corte il 7 settembre 1777 e la Confraternita fu riammessa con il titolo di “Purificazione”.

La rinascita della Confraternita non venne vista di buon grado dalle altre confraternite già esistenti in particolare dall’Arciconfraternita del Carmine che fece causa ricorrendo nel 1790 alla Real Giunta degli Abusi, assistita dal giureconsulta Giovanni Jatta.
I motivi della controversia furono legati a diversi fattori.

Tra il 1809 e il 1810, la Confraternita della Purificazione si trasferì dalla Chiesa di S. Maria di San Luca nella Chiesa di San Domenico.
Nel 1819 nella chiesa di San Domenico subentrarono i padri Scolopi che ne presero il possesso sia della stessa chiesa che del convento.
Nel tempo il sodalizio dedica il culto alla Vergine dei Sette Dolori che diviene principale rispetto a quello della Purificazione.
Nel 1794 quando priore era Domenico Tambone venne commissionata ad un artista napoletano la statua vestita in gramaglie della Madre Addolorata.

Il 28 marzo 1833 Il pontefice Gregorio XVI, concedette alla Confraternita di aggiungere al titolo di Purificazione anche quello di Addolorata.
I padri Scolopi dal 1854 al 1859 fecero effettuare dei lavori di restauro alla chiesa di San Domenico e fu allora che il sodalizio si stabilì provvisoriamente nella chiesa della Madonna dell’Isola, oggi non più esistente, alla fine dei lavori ritornò a San Domenico.

Con la soppressione degli Scolopi nel 1866 il Consiglio Comunale in data 23 maggio 1867 approvò la richiesta avanzata della Confraternita per la cessione della chiesa al sodalizio.
Con delibera di assemblea del febbraio 1893 fu istituita la processione penitenziale di Maria Santissima Desolata, da tenersi il venerdì precedente la domenica delle Palme, nel giorno che Papa Benedetto XII agli inizi del ‘700 istituì come “festa dei sette dolori della Beata Vergine Maria”.

La processione si tenne per la prima volta nello stesso anno, probabilmente il 24 Marzo. Da un verbale di assemblea, del 26 Marzo, il Priore Adamo Mastrorilli si complimentò con i confratelli che parteciparono alla processione per l’ottimo esito della stessa mentre rimproverò gli assenti.

In quel periodo le assemblee di confratelli si tenevano ogni domenica.

Oltre al quadro della Purificazione sono diversi i simulacri di proprietà del sodalizio: l’Addolorata, la Desolata, il Cristo Risorto, l’Hecce Homo, statua donata dal confratello devoto Zingaro nel 1920, Gesù Morto restaurato nel 2007 da Valerio Jaccarino.

La Confraternita dal 1922 conclude il ciclo delle processioni della settimana Santa con la processione di Gesù Risorto. L’attuale simulacro sostituisce quello precedente dal 1952.
Nel 1925 la chiesa di San Domenico divenne Parrocchia per volere del Vescovo della diocesi Sua Ecc. Mons. Placido Ferniani.

La chiesa di San Domenico nel secolo scorso è stata ancora una volta restaurata e chiusa al culto dal 1989 al 1993. In quegli anni le funzioni religiose si svolgevano presso l’Oratorio dedicato a Don Ciccio Lorusso, che tanto si prodigò per la Parrocchia. La confraternita in parte partecipò economicamente alla realizzazione dei lavori di restauro.

Per diversi anni la Processione di Maria Desolata a causa delle cattive condizioni meteo non si è potuta svolgere nel giorno prestabilito, ma si è tenuta snodandosi anche il Martedì Santo.

Nel mese di febbraio del 2020 esattamente dal 12 al 16, il Simulacro di Maria Santissima Desolata è stato portato alla mostra a Taranto dal titolo “Facies Passionis: i volti della Passione” nella Chiesa del Carmine, giunta alla sua terza edizione e dedicata alle “Lacrime Mariane”.

Attualmente Parroco e Assistente Spirituale della Congrega è Don Vincenzo Speranza.

La Confraternita ha sempre partecipato in armonia con la Parrocchia a tutte le attività pastorali.

Michele Pellicani

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