Home Attualità Cartoon, orti e spaventapasseri: ecco il Talos Festival dei ragazzini

Cartoon, orti e spaventapasseri: ecco il Talos Festival dei ragazzini

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Presidiata da tre spaventapasseri, numi tutelari e benevoli che accolgono il pubblico del “Talos Festival Internazionale” e tutti coloro che la attraversano, Piazza Menotti Garibaldi, da qualche giorno, profuma di origano, menta, rosmarino e altre erbe aromatiche.  È la fragranza che si sprigiona dalla chioma dei quindici componenti del Coro Aromatico, nato dalla fantasia e dalla creatività dei ragazzini, dai 6 ai 15 anni, che da materiale da riciclo (capovolgete un flacone vuoto di candeggina e “vedrete” un volto!) hanno ricavato contenitori che accolgono i profumi del territorio ed evocano singolari maschere etniche.

 

«Non c’è il basilico – spiega Sabrina Vendola, giovane artista che ha condotto il laboratorio – perché è molto sensibile al caldo. L’installazione sarà qui sino alla fine del Talos Festival. Attendiamo risposte da associazioni circa la disponibilità ad accoglierlo nei propri spazi. E’ stata un’esperienza divertente e istruttiva: ai bambini ho dato solo alcuni input e loro hanno fatto tutto da soli. Qualche volta li ho aiutati, ma il risultato finale è dovuto soprattutto alla loro inventiva e manualità».

Coro Aromatico è una delle installazioni nate dai Laboratori per l’infanzia e l’adolescenza affidati alla direzione artistica di Bembè Scuola delle Arti Musicali e Performative in collaborazione con artisti locali. Come preannunciato dall’assessora alla Cultura Monica Filograno, durante la presentazione della rassegna estiva “Innesti”, si sarebbe dato vita a un processo creativo che avrebbe coinvolto i più giovani e sarebbe confluito nel Talos Festival 2018. E Orto Aromatico, gli spaventapasseri, i mini orti urbani che incorniciano l’infopoint e la biglietteria, rigorosamente in legno,  come i tre cartoon dedicati alla rassegna sono le felici risultanze di tale processo.

Con Bruno Soriato nel laboratorio “Stranfieri, stranfanti e ratatuia” sono stati costruiti gli “spaventapasseri dall’anima musicale”. Gli stranfanti e gli stranfieri sono giocattoli, marchingegni singolari nati dalla ratatuia, cioè dagli scarti, dal ciarpame, il  “brutto” che rinasce e dà vita a nuove possibilità e nuove visioni.

 

Piante di pomodoro, melanzana e peperoncino spuntano, decise e orgogliose, dalle fioriere di legno realizzate nel laboratorio “Ti pOrto in strada!” condotto da Marco De Leo. Sulle note di “Sarajevo” (SoleLuna) di Livio Minafra si muovono, guidati da un trombonista, i delicati strumenti musicali di uno dei tre cartoon in tecnica mista realizzati dai giovani partecipanti a “Cartoon Lab”, laboratorio condotto da Beatrice Mazzone, mentre vorticanti spaventapasseri in plastilina e divertenti e cangianti ritratti degli stessi ragazzini del laboratorio, segnano il ritmo di “Fantozzi” (Sudori) di Pino Minafra. Sulla pagina Facebook “Evoluzioni” e “Talos Festival” è possibile prenderne visione.

Il leit motiv dei laboratori è, quindi, la musica – pare, tra l’altro, che le piante crescano più rigogliose in presenza di motivi melodiosi – ed è connesso all’intuizione  che Tommaso Scarimbolo, direttore artistico di questo processo creativo e presidente della Scuola Bembé, ha avuto sin dall’anno scorso.

 

«Ho immaginato che Piazza Menotti Garibaldi diventasse un foyer accogliente ed ecosostenibile, dove gli spettatori, in attesa dei concerti del Talos Festival, potessero sentire il profumo delle ricchezze del nostro territorio, vederne la bellezza: lo considero un ottimo biglietto da visita ed espressione del nostro spirito di accoglienza . Volevo che si aggiungessero sedute…chissà per il prossimo anno» spiega Scarimbolo. In tal modo Piazza Menotti Garibaldi e Piazzetta Le Monache si trasformano strutturalmente in un teatro a cielo aperto.

«La mia idea in un primo tempo ha lasciato perplessi i residenti e i commercianti della zona, ma poi ne sono stati piacevolmente colpiti e ci hanno ringraziato».

 

Dei laboratori è data testimonianza nella galleria fotografica installata sulle pareti di un antico palazzo.

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