Home Attualità Cartellone shock: ferma condanna “degli uomini e donne” della Sinistra

Cartellone shock: ferma condanna “degli uomini e donne” della Sinistra

«Metti un manifesto 6×3, la foto di un elettrodomestico, il richiamo alla festa di S. Valentino ed il gioco è fatto, la pubblicità alla lavatrice sarà un portento. E no, non è proprio così, perché l’esplicito richiamo ad un linguaggio volgare fa di questo claim un pessimo messaggio pubblicitario; non è nemmeno vergognoso (e non solo perché è esposto anche in bella vista nei pressi di una chiesa), fa schifo e basta».

Esordisce così la nota degli «uomini e delle donne» di  Sinistra Ruvese, Sinistra Italiana – Ruvo; Ruvo Futura e Rifondazione Comunista-Ruvo a proposito del 6×3 che pubblicizza un’offerta promozionale di “Zella Elettrodomestici”.

«Ancora una volta, e in maniera più banale e violenta, si ricorre ad immagini distorte afferenti alla sessualità, sessiste e condite pesantemente da richiami ad atti di sopraffazione, tipici dei violenti e dei poveri di spirito, solo evidentemente per vendere qualche lavatrice in più. Perché per il commerciante e per il genio della comunicazione (non ci è dato sapere di chi si tratti perché il cartellone è sprovvisto del logo dell’agenzia che ha curato lo spot) forse i compratori sono solo stupidi esseri ai quali svendere dignità.

Si, dignità, perché l’oggetto in vendita nella pubblicità comparsa in zona Pineta e, verosimilmente, in altre aree della città, non è la lavatrice ma la dignità delle donne, la loro parità con l’altro sesso, il loro diritto all’autodeterminazione come esseri umani, innanzitutto. Nel manifesto compare una (pessima) frase e una lavatrice, ma la vera protagonista è la donna. La donna casalinga, la donna sottomessa, la donna che fa sesso nella posizione in cui l’uomo la mette. Perché l’uomo decide, l’uomo comanda. La donna esegue e non si ribella, esegue e non decide. Non decide niente, neanche la lavatrice da acquistare.

È evidente che chi ha ideato questa pubblicità ha scelto gli uomini come referenti e non le donne. È a loro che quella frase fa l’occhiolino, sono loro i potenziali acquirenti di una lavatrice, perché sono loro i capo famiglia, sono loro che portano il pane a casa e quindi sono sempre loro a decidere cosa acquistare e cosa no. Una lavatrice, a San Valentino. Il regalo perfetto per la tua compagna, per tua moglie, persino per l’amante. Perché cosa può desiderare una donna più di una nuova lavatrice per sentirsi una persona realizzata, soddisfatta, amata, desiderata, rispettata, riconosciuta in quanto essere umano di pari dignità? Una massaia perfetta, sottomessa a 90°. Una perfetta donna oggetto.

Uno stereotipo che fortemente rifiutiamo e dal quale invitiamo tutti a prendere distanza.

Un concetto che non può appartenere al nostro modo di concepire il rapporto uomo-donna, la relazione tra individui.

Un anno fa una frase simile è apparsa in una pubblicità sui muri di Cosenza. Stesso oggetto, stesso claim, stesso riferimento sessista, stessa porcheria. Dopo le proteste dei cittadini e del Sindaco, la pubblicità è stata rimossa, nonostante le minacce dell’azienda che non trovava nulla di scandaloso in quella frase. Un anno dopo quella stessa frase appare sul cartellone pubblicitario della nostra città. Invitiamo caldamente il Sindaco e l’Amministrazione della nostra città, dei quali apprezziamo la sensibilità sui temi della parità di genere, ad attivarsi in tutte le forme possibili affinché il disgustoso cartellone pubblicitario venga rimosso, e magari prevedano sanzioni per chi l’ha esposto, nella convinzione che Ruvo di Puglia non ha bisogno certamente di questo cattivo messaggio imprenditoriale.

Al Sindaco suggeriamo l’applicazione del protocollo1 sottoscritto nel 2014 da IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) e ANCI (Associazione Nazione Comuni Italiani), con il quale si “intende spronare gli inserzionisti pubblicitari che utilizzino le affissioni locali ad adottare modelli di comunicazione commerciale che non contengano immagini o rappresentazioni di violenza contro le donne, che tutelino la dignità della donna nel rispetto del principio di pari opportunità, e che propongano una rappresentazione dei generi coerente con l’evoluzione dei ruoli nella società, evitando il ricorso a stereotipi di genere offensivi”.

Riteniamo assurda la necessità di avere una Legge che impedisca il cattivo gusto, dovrebbe essere scontato ma evidentemente non lo è, pertanto invitiamo il commerciante ad un rapido e coscienzioso ravvedimento su quanto operato, richiamandolo ai principi stabiliti dalla Convenzione del Consiglio Europeo (nel lontano 2011) sui temi della prevenzione e della lotta contro la violenza nei confronti delle donne, e nelle intese attuative tra IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria), e Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità, nel redatto protocollo2 d’intesa, di cui riportiamo uno stralcio: “fare in modo che gli operatori di pubblicità e i loro utenti adottino modelli di comunicazione commerciale che rispettino la dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni, evitino qualsiasi forma di discriminazione, compresa quella di genere, non contengano immagini o rappresentazioni di violenza contro le donne o che incitino ad atti di violenza sulle donne, tutelino la dignità delle persone, rispettino il principio di pari opportunità e non discriminazione, evitino il ricorso a stereotipi di genere”.

La battaglia per cancellare gli stereotipi di genere e affermare nei fatti la pari dignità tra uomini e donne è ancora lunga. Ma se a lottare giornalmente ci sono uomini e donne, insieme, sarà più facile vincerla. E anche più bello, perché la libertà di essere sé stessi non ha genere».

 

  1. https://www.iap.it/wp-content/uploads/2016/07/Protocollo-ANCI-IAP-con-nota-di-rinnovo.pdf

 

  1. https://www.iap.it/wp-content/uploads/2015/02/Protocollo-DPO-IAP-1%C2%B0-febbraio-2015.pdf

 Gli uomini e le donne di

Sinistra Ruvese,

Sinistra Italiana-Ruvo,

Ruvo futura,

Rifondazione comunista-Ruvo

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