CALDO E SCUOLA, CONENNA: “AFA INTENSA ANCHE A SETTEMBRE, SAREBBE GIUSTO POSTICIPARE L’AVVIO SCOLASTICO?”
Nei prossimi 7 giorni il caldo continuerà a essere protagonista su Puglia e Basilicata.
Mancano poche settimane alla riapertura delle scuole e, dopo un’estate particolarmente calda, torna inevitabilmente una questione che riguarda studenti, famiglie, docenti e personale scolastico: come affrontare l’inizio dell’anno scolastico qualora anche a settembre dovessero continuare a registrarsi temperature molto elevate? Se lo chiede, in una discussione aperta, il meteorologo Michele Conenna: «Mancano poche settimane alla riapertura delle scuole e, dopo un’estate particolarmente calda, una domanda è inevitabile: se queste temperature dovessero accompagnarci anche a settembre (cosa probabile, quantomeno valori tra 28 e 34/35 gradi), come si farà?»
La questione posta, dunque, non riguarda soltanto il prossimo mese di settembre. Il punto è capire come debba cambiare la scuola di fronte a condizioni climatiche che stanno modificando anche le consuete stagionalità: «Da quello che ho letto, in Puglia, proprio in questi giorni, si sta discutendo anche dell’ipotesi di rivedere in futuro il calendario scolastico, posticipando il rientro e recuperando eventualmente le giornate durante l’anno. Quest’anno la campanella è prevista il 17 settembre in Puglia e il 16 settembre in Basilicata, ma molte scuole anticiperanno all’11 settembre.»
Se il caldo intenso dovesse diventare una presenza sempre più frequente anche nelle prime settimane dell’anno scolastico, potrebbe essere necessario interrogarsi sulla validità degli attuali calendari. Ma, parallelamente, resta la necessità di programmare interventi sugli edifici affinché studenti e lavoratori possano trascorrere le ore di lezione in ambienti adeguati: «E se tra qualche settimana ci ritrovassimo ancora con 35°C o più? Voi cosa ne pensate? Sarebbe giusto posticipare l’apertura delle scuole in caso di caldo intenso oppure bisognerebbe intervenire sugli edifici per renderli finalmente adatti anche alle alte temperature? Che sarebbe pure ora?», ribadisce Conenna.
Da una parte c’è la possibilità di adattare il calendario scolastico alle nuove condizioni climatiche, valutando eventualmente uno slittamento dell’inizio delle lezioni nei periodi caratterizzati da caldo eccezionale e recuperando successivamente le giornate.
Dall’altra c’è una questione che riguarda direttamente il patrimonio edilizio scolastico: rendere gli istituti capaci di garantire condizioni adeguate anche durante le ondate di calore.
Il tema non riguarda soltanto l’installazione di impianti di climatizzazione. Adeguare gli edifici significa anche ragionare su isolamento termico, schermature solari, qualità degli infissi, ventilazione, efficientamento energetico, presenza di aree ombreggiate e soluzioni progettuali capaci di ridurre il surriscaldamento degli ambienti.
Una prospettiva che, in caso di estati sempre più calde e di temperature elevate che possono protrarsi anche oltre il periodo estivo, non sembra più rinviabile.
Purtroppo ammesso che l’ operazione sia sostenibile sotto il profilo economico (costi efficientamento + spesa per approvvigionamento energetico) l’ installazione di impianti di climatizzazione in ogni plesso scolastico, comporterebbe l’ inevitabile produzione di circa 400 kg di CO2 indiretta connessa ai notevoli consumi energetici (circa 5 ore di utilizzo stimato). Su scala regionale….un enormità! Se si volesse contenere tale impatto, ogni Istituto dovrebbe prima tendere all’ indipendenza energetica (impianti fotovoltaici con accumulo) ed in subordine introdurre soluzioni tese a migliorare la vivibilità degli ambienti scolastici. Purtroppo siamo lontani da detti modelli…se si pensa che sino a pochissimo tempo fa’ l’ installazione di impianti fotovoltaici sui tetti del centro storico fosse pressoché non consentita a meno di parere favorevole sotto il profilo paesaggistico (il divieto persiste per edifici dal particolare rilievo culturale).