BARIBLU, FALSO ALLARME BOMBA. LA TESTIMONIANZA DEI RUVESI PRESENTI: "ABBIAMO CONOSCIUTO IL PANICO".

La telefonata anonima è arrivata intorno alle 17. Annunciava la presenza di una bomba all’interno del centro commerciale Bariblu di Triggiano, alle porte di Bari, sulla strada per San Giorgio. Subito il panico: la gente è stata fatta  evacuare insieme con gli esercenti e i commessi, le porte automatiche sono state bloccate e gli artificieri sono entrati in azione alla ricerca dell’ordigno. Più tardi, mentre la situazione tornava gradualmente alla normalità, i dipendenti del centro commerciale hanno ricevuto un comunicato dalla direzione che assicurava la riapertura della struttura lunedì mattina.

Abbiamo raccolto la testimonianza di alcuni ruvesi presenti nel centro commerciale al momento dell’evacuazione forzata: “Io e la mia ragazza – racconta Marco Fiore – eravamo in un negozio. A un certo punto abbiamo ascoltato l’annuncio fonico con il quale si invitava tutti i clienti a lasciare il centro commerciale a causa di un incendio. Per la prima volta, ho visto il panico. Ho visto gente correre, dare spallate per uscire. Ho sentito “Correte, correte!!”, mi sono girato e ho visto il caos. Ho visto commesse bianche, paralizzate, incapaci di agire. Ho visto auto fregarsene dei pedoni, schizzare a tutta velocità. Ho sentito gente chiedere del proprio figlio, perché “lui è più veloce di me, gli ho detto di correre”. Ho visto gente sentirsi male, gente che non ti guardava in faccia. Aveva solo occhi per l’uscita. Subito dopo, c’è stato un urlo incredibile, forse perchè qualcuno ha pensato a un attentato. A quel punto si è generato il caos.  La gente ha cominciato a muoversi, qualcuno ha lanciato un urlo fortissimo e si è generato il panico generale”.

Le porte antincendio del piano inferiore erano chiuse con delle fascette è questo ha generato una confusione ancor più notevole.

Un’altra coppia di ruvesi, presente nel centro commerciale, racconta così l’accaduto: “Vivere certe situazioni – scrive Angela sulla sua bacheca facebook – è un tantino diverso dal semplice raccontarle. Quando sei coinvolto a tutto pensi, fuorchè a un falso allarme. Ho visto gente in preda al panico lasciare il proprio animale domestico o, peggio, i propri figli incustoditi correre in ogni dove, assalire letteralmente automobili per chiedere aiuto o un passaggio”.

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