Autocompattatore ASIPU con materiale radioattivo. Palazzo Avitaja: «I responsabili saranno individuati»

Ma come è finito l’Isotopo Na-22 o Sodio 22 nel carico di rifiuti trasportati dall’autocompattatore ASIPU, proveniente da Ruvo di Puglia verso l’impianto di trattamento dei residui solidi urbani di Conversano? E’ quello che stato chiesto dai consiglieri comunali di opposizione Damiano Binetti (Un’altra IDeA per Ruvo) e Piero Paparella (Direzione Italia) nelle questioni preliminari del Consiglio Comunale di martedì scorso, di cui sarà illustrato il consueto resoconto.

In particolare, Binetti ha chiesto a Nicola Giordano, assessore alle Politiche Territoriali con delega alla Salvaguardia dell’Ambiente,  se è possibile accertare il percorso fatto dal mezzo “incriminato”, ora “in quarantena” nell’area dell’impianto a Conversano.

Paparella, invece, è preoccupato che possano esserci tracce di elementi radioattivi nel Centro di Raccolta di Ruvo di Puglia, da dove l’autocompattatore è partito e per questo sollecita un monitoraggio a beneficio di operatori, di fruitori e dei residenti nelle zone limitrofe.

L’assessore Giordano rassicura che si sta tenendo sotto controllo la situazione: anzi, l’ASIPU è stata invitata a effettuare un monitoraggio in tutti gli impianti di sua gestione. «Tutti noi – aggiunge Mario Paparella, consigliere di maggioranza PD, già delegato al decoro urbano – siamo interessati ad approfondire la questione per tutelare l’ambiente e le persone ed è per questo che ci stiamo avvalendo dell’opera di soggetti e organi competenti». Parole confermate dalla determina dirigenziale di Area 9 n. 26/2018 del 20 marzo.

Intanto, questa è una sintetica ricostruzione dei fatti.

La Ditta “Progetto Gestione Bacino Bari Cinque”, che gestisce l’impianto di trattamento RSU di Conversano dove il Comune di Ruvo di Puglia conferisce il secco residuo, comunica che il 19 gennaio scorso un mezzo di proprietà dell’ASIPU, proveniente da Ruvo di Puglia, è risultato positivo al controllo radiometrico, per cui viene posto in quarantena in un luogo recintato all’interno dell’area di impianto.

Al contempo la ditta allerta la Prefettura di Bari, la quale immediatamente chiede al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, ad ARPA Puglia, all’ASL Bari e all’Ispettorato territoriale del lavoro di accertare l’esistenza della sorgente radiogena, verificandone la effettiva messa in sicurezza e definendo la procedura più idonea di trasporto e smaltimento.

Intanto, il Comando dei Vigili del Fuoco di Bari propone alla Prefettura di procedere alla ricerca e al recupero della sorgente radioattiva con la squadra specializzata NR dei Vigili del Fuoco. Di questo è data informazione anche al Comune di Ruvo di Puglia.

Il 16 marzo, poi, è acquisita al protocollo comunale n. 6610 la nota, a firma del direttore del DAP di ARPA Puglia, con la quale si trasmette la “Relazione tecnica del Responsabile UO Polo di specializzazione Radiazioni ionizzanti di ARPA. In tale relazione, trasmessa anche alla Prefettura di Bari, si sottolinea che per la data che sarà comunicata dal Comando dei Vigili del Fuoco di Bari, «il Comune di Ruvo di Puglia e/o l’Asipu devono rendere disponibile una ditta e un vettore autorizzati per il conferimento della sorgente». Una richiesta che è stata fatta anche dall’azienda “Progetto Gestione Bacino Bari Cinque” la quale sollecita a provvedere, con celerità, all’individuazione della ditta autorizzata al trasporto e smaltimento finale della sorgente radioattiva.

Questa ditta è stata individuata dal Comune ed è la MitAmbiente srl di San Giuliano Milanese, una delle poche aziende sul territorio nazionale autorizzate in materia. Essa, subito dopo la caratterizzazione di dettaglio, il recupero e la messa in sicurezza della sorgente radioattiva da parte del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Bari, eseguirà il «servizio di prelievo, trasporto e presa in carico del materiale radioattivo», rilasciando regolare certificato, per una spesa pari a 3.599,00 euro, iscritta a bilancio.

Intanto, come si evince «dalle misurazioni effettuate dell’esperto qualificato (al quale sono attribuite, ai sensi dell’art.79 del decreto legislativo 230/95 anche le analisi e valutazioni necessarie ai fini della sorveglianza fisica della protezione della popolazione) – spiega Mario Paparella – e nominato dalla società gestore dell’impianto di trattamento RSU di Conversano, non si paventa alcun rischio di esposizione per la popolazione e non vi è una radioattività emergente maggiore al fondo naturale di radiazioni. Inoltre, è opportuno ribadire che a valle delle operazioni di isolamento della sorgente da parte dei Vigili del Fuoco, si renderà indispensabile e necessario da parte del Comune di Ruvo di Puglia provvedere a denunciare quanto è accaduto agli organi competenti al fine di intraprendere un percorso anche a ritroso, che ci permetta di capire le cause e individuare le responsabilità».

E con la speranza che quanto è avvenuto sia un caso isolato e non la spia di fenomeni di grave portata.

(Nella foto, l’impianto di trattamento RSU a Conversano © discaricamartucci.it)

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