“APPDEM”: “DENUNCIAMO IL SESSISMO E LO VOGLIAMO FUORI DA QUESTA CITTÀ”

Riceviamo e pubblichiamo nota di “Appartenenza Democratica”.

“Il manifesto pubblicitario di promozione di una lavatrice, affisso nel nostro Comune nel formato più impattante possibile (6mx3m) con 23 caratteri e qualche cuoricino riesce a caricarsi di tutte le forme di sessismo possibili attraverso:
1. la mercificazione del corpo della donna, mediante la promessa implicita che comprandole la lavatrice il suo compagno potrà decidere “i gradi”, riducendo la donna ad un puro oggetto di piacere maschile e, se lecito, pure a buon mercato.
2. la stereotipizzazione del ruolo della donna, attribuendole il ruolo di lavandaia della coppia.
3. la ricerca dello scandalo attraverso l’uso di doppi sensi e chiare allusioni sessuali in cui la donna ovviamente è assoggettata alle voluttà di un uomo (per una lavatrice?)

É indubbiamente un pubblicità lesiva per l’immagine femminile e ne chiediamo il RITIRO IMMEDIATO, richiamando alla memoria prese di posizione per messaggi molto più blandi: la pubblicità dei noti braccialetti peccava solo di stereotipizzazione promettendo alla donna felicità. Qui siamo ben oltre, proponendo una lavatrice a buon mercato per conquistare la sottomissione della bella lavanderina di casa!

Purtroppo ci muoviamo in un contesto che soffre l’assenza di una normativa vincolante e sanzionatoria per via di disegni di legge fermi in parlamento e risoluzioni del Parlamento europeo alle quali non è stato dato seguito, pagando lo scotto di una matrice sociale e culturale patriarcale e maschilista dalla quale, ormai da decenni, cerchiamo di evolvere, viviamo anni di sgomento per l’inarrestabile fenomeno dei femminicidi, nella maggior parte dei casi maturati in ambito familiare.

Questo è il motivo per il quale non si può tacere e, col sorriso amaro di chi nulla può, accettare che determinati messaggi avvelenino la dignità delle donne mettendo in pericolo la loro integrità e contemporaneamente l’etica delle nuove generazioni. Se insegniamo ai nostri ragazzi che bastano 169,00 € per realizzare le proprie fantasie sessuali e non la complicità e la pari dignità all’interno della coppia, la logica conseguenza, quando quei 169,00 € non saranno bastati, sarà un uomo frustrato e la frustrazione è la matrice della violenza!
Tacere è da irresponsabili e noi non lo siamo e da complici e noi non vogliamo esserlo!
Ci aspettiamo il ritiro immediato della campagna pubblicitaria e chiediamo di più: l’impegno da parte delle aziende e dei soggetti ruvesi operanti nei settori della pubblicità, della comunicazione, del marketing e dei nuovi media a farsi promotori con l’amministrazione comunale della stipula di un protocollo d’intesa per la tutela della dignità della donna e anche dell’uomo nella pubblicità e nella comunicazione”.

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