APLI: “IN PUGLIA LA SANITÀ CON IL CONSULTORIO ONLINE SI PONE AL SERVIZIO DELLA “CULTURA DELLA MORTE””

Lucianella Presta, candidata capolista per APLI al Senato in Puglia «La si spaccia come prevenzione e cura della salute e invece si condanna la Puglia al suicidio demografico ed economico»
«Noi difendiamo la cultura della vita e ci candidiamo con “Alternativa per l’Italia – No green pass” ad entrare in Parlamento per la difesa dei principi non negoziabili», così esordisce senza mezzi termini Lucianella Presta, pugliese doc anche se residente da decenni in Piemonte, candidata capolista al Senato per le imminenti elezioni politiche.
«Ho lasciato la mia amata Puglia per trovare lavoro al Nord. Come tanti dal Sud, sono emigrata con lo scopo di trovare condizioni migliori per mettere su famiglia. Così da mamma di tre figli ora adulti, oggi torno al Sud per far vincere “Alternativa per l’Italia”.
Constatare che la nostra Regione è affidata ad un governatore che si vanta di favorire con un servizio online la prevenzione e la cura della salute ci lascia sconcertati.
La famosa legge 194 ancora una volta è disattesa. L’aborto, chirurgico o farmacologico, viene spacciato alle giovani generazioni come salvaguardia del diritto alla salute. Si allarga il discorso poi alle malattie sessualmente trasmissibili e ideologicamente si storpia il nome di Eva, la nostra progenitrice, per includere anche tutto il variegato mondo LGBT dove la fluidità sessuale si impone come norma.
“Alternativa per l’Italia” non ci sta. Noi siamo l’unico partito che con convinzione condanna una “cultura” che mina l’identità della persona e della famiglia.
I nostri giovani devono essere aiutati ad evitare la dipendenza dal sesso imposto come accesso alla libertà. Prima si diffondono modelli di comportamento che inneggiano al libertinismo e poi ci si pone come una società che garantisce la morte del bambino come salvaguardia della libertà e del benessere della madre.
APLI non si limita, come altri partiti che fingono di essere all’opposizione del sistema ma ne tutelano, di fatto, la deriva, e che per la famiglia spendono solo parole, APLI non si limita a deprecare un servizio non abbastanza efficace perché online. Noi siamo contrari all’aborto e alla diffusione delle colonie del male di cui i nostri giovani sono vittime»

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