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ALLA SECONDA GIORNATA DEL MEZZOGIORNO LE STRADE IN SALITA DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA

Ad aprire l’incontro moderato dal direttore del Foglio Claudio Cerasa, la presidente della Camera di Commercio di Bari Luciana Di Bisceglie che ha affermato come in un momento storico caratterizzato da profondi cambiamenti geopolitici, climatici e tecnologici, le sfide legate all’energia rappresentano uno dei temi centrali per il futuro del nostro territorio e del nostro sistema produttivo che chiama in causa imprese, istituzioni e cittadini e che va affrontata attraverso un dialogo aperto tra mondo economico, ricerca e amministrazioni pubbliche.  L’energia è oggi uno dei principali fattori di competitività per le nostre industrie, ha detto da Bruxelles Raffaele Fitto, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la coesione e lo sviluppo che ha aggiunto «è essenziale investire nell’efficienza energetica, nelle energie rinnovabili, nelle reti e nelle soluzioni di stoccaggio. Solo così potremo garantire all’Europa un approvvigionamento sicuro, sostenibile e competitivo».

Dal palco è intervenuto Antonio Decaro, presidente commissione europea ambiente che afferma che le energie rinnovabili non solo servono a tutelare l’ambiente e contrastare i cambiamenti climatici, ma anche a ridurre i costi energetici per famiglie e imprese, rendendo le aziende europee più competitive. La proposta di separare i contratti del gas da quelli delle rinnovabili favorirebbe prezzi più bassi e maggiore sostegno alle famiglie fragili.

Davide Tabarelli (Nomisma) evidenzia che la domanda globale di energia cresce, mentre in Europa è stabile e in Italia cala, riflettendo una stagnazione economica. Il mondo continua a dipendere dai combustibili fossili dai quali è difficile emanciparsi. Cita il TAP come infrastruttura utile alla sicurezza energetica e sostiene che la centrale a carbone di Brindisi non vada chiusa subito, data la scarsità di gas. Pur riconoscendo l’importanza delle rinnovabili, sottolinea che da sole non bastano, perché molti settori dipendono ancora dal petrolio. Gianna Elisa Berlingerio (Dipartimento Sviluppo Economico Regione Puglia) ricorda che la Puglia ha approvato il nuovo Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR), che punta a ridurre CO₂ e costi energetici, salvaguardando suolo agricolo e paesaggio. La Puglia è tra le prime in Italia ad aver semplificato le procedure per le rinnovabili e ha avviato le aree di accelerazione, dove gli impianti vanno realizzati rapidamente. L’obiettivo è sfruttare sole e vento non solo per esportare energia, ma anche per autoconsumo di imprese, PA e famiglie, prevedendo compensazioni, comunità energetiche e l’attrazione di una filiera industriale delle rinnovabili sul territorio.

Nicola Rossi (docente Tor Vergata Roma) evidenzia che i fondi PNRR, con procedure diverse da quelle di coesione e meno legate alle competenze regionali, hanno un impatto più ampio e visibile sul Mezzogiorno. La vera novità è però la ZES unica, che affronta i problemi come sovraregionali e introduce i crediti d’imposta automatici, una misura attesa da decenni e oggi rivelatasi molto efficace.

Simona Benedettini (Ceo Race Consulting) sottolinea che digitalizzazione e intelligenza artificiale aumentano la domanda di elettricità e favoriscono lo sviluppo delle rinnovabili, in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione. Il Mezzogiorno, grazie alla sua posizione geografica, ha un enorme potenziale, come dimostrano le richieste di connessione alla rete, concentrate per due terzi nell’area. Per sfruttare questa opportunità servono infrastrutture di rete rapide, collaborazione delle amministrazioni e sensibilizzazione dei territori, così da trasformare la transizione energetica in benefici concreti: occupazione, competenze, riduzione dei costi e crescita locale.

Chicco Testa (Assombiente) ha detto che se si intende venire incontro alle esigenze delle famiglie, bisogna intervenire sull’enorme peso degli oneri fiscali che in taluni casi si muovono, tra l’altro, con un criterio regressivo rispetto ai redditi famigliari. Altrettanto sulle accise dei carburanti. Perché energia non è soltanto elettricità.

Sull’importanza della rete si è soffermato Renato Mazzoncini (A2A) perché l’esistenza ancora di molti colli di bottiglia impedisce una distribuzione migliore tra territori di produzione e di consumo, con differenze nei costi (talvolta anche abissali) e nei prezzi al consumo che, per obblighi di perequazione, restano identici in tutto il Paese.

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