Adozioni e affidi, necessario creare una rete tra famiglie

Si è concluso con una dichiarazione di intenti il penultimo incontro de “La Bottega dei genitori”, percorso formativo organizzato dalla Onlus Granello di Senape di Ruvo di Puglia, in cui ha relazionato Lazzaro Gigante a proposito del delicato tema delle adozioni e degli affidi familiari.

Dall’incontro di giovedì scorso, intitolato “Famiglie biologiche, adottive e affidatarie: una risorsa per l’infanzia”, è nata, infatti, la volontà di creare, partendo dalla stessa associazione ruvese e con il supporto delle istituzioni, una rete tra famiglie adottive e affidatarie di Ruvo di Puglia, «città molto attenta ai bambini» come l’ha definita Gigante, forte della sua notevole esperienza e come giudice onorario presso il Tribunale dei Minori di Bari e come professore di pedagogia alla LUMSA.

La rete sarà un valido supporto, anche formativo, per le famiglie che intendano adottare o avere in affido bambini e ragazzini, spesso provenienti da contesti difficili; consentirà di condividere le esperienze, le gioie, i dubbi racchiusi in questo universo, disciplinato dalla Legge 184 del 1983 (da innovare nonostante le modifiche della legge n. 149 del 2001); ma, soprattutto, avrà un obiettivo primario: il benessere dei bambini.

A Ruvo di Puglia molti minori vivono in situazioni di grande complessità ed è per questo che presto, come annunciato da Monica Montaruli, assessora alle Politiche Sociali presente all’incontro, partirà un progetto di promozione all’affido familiare che intende coinvolgere tutta la comunità ruvese. Ma saranno disponibili i ruvesi – sia in famiglie sia “single” – a confrontarsi con questa realtà difficile a cui i bambini, a dire il vero, si adattano meravigliosamente ma solo se supportati con autentico affetto e cura? Si auspica di sì.

E non è raro che la solidarietà di una comunità possa effondere i suoi benefici effetti anche sulle famiglie di provenienza dei ragazzini, spesso esse stesse vittime di un sistema che lascia indietro chi arranca.

Per Gigante, intanto, l’interesse superiore del minore si fonda sull’attenzione ai suoi bisogni; sul dialogo; sulla consapevolezza dell’immaturità del minore che dovrà trasformarsi in maturità; sullo stabilire regole e pretenderne il rispetto. Il vincolo di sangue facilita questo percorso ma non è sufficiente perché è fondamentale l’amore, l’affetto che, a volte, manca – spesso apparentemente –  nelle famiglie biologiche dei bimbi “adottandi” o “affidandi”, tanto che è stato scientificamente dimostrato che un ambiente familiare sereno contribuisce allo sviluppo cognitivo del bambino.

Gigante, tuttavia, mette in guardia: la famiglia adottiva o affidataria non sostituirà mai quella biologica ed è per questo che si sta guardando con particolare attenzione all’adozione aperta, che coinvolge genitori adottanti e genitori biologici in vista dell’interesse superiore del minore. Si consideri, inoltre, che molto spesso persone adottate vogliono conoscere, anche in tarda età, le proprie origini. E le famiglie adottive e affidatarie devono accompagnare i loro figli e i loro cari nel percorso di recupero della loro intima memoria. Come autentico gesto d’amore.

 

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