A Crevalcore cerimonia di acquisizione della Caserma dei Carabinieri intitolata a Cataldo Stasi

Martedì 29 maggio, alle ore 10.15, si svolgerà a Crevalcore (BO) la Cerimonia di Acquisizione della Caserma dei Carabinieri intitolata a Cataldo Stasi, ufficiale ruvese vittima, trent’anni fa, della “Banda della Uno Bianca” e insignito della Medaglia d’oro al Valore Civile “alla Memoria”. Madrina della Cerimonia  Carmela Stasi, sorella del giovane eroe.

Sei anni fa, la Caserma di Crevalcore fu resa inagibile dalla seconda scossa di terremoto che colpì l’Emilia Romagna. Alla “riconsegna” dello stabile ai Carabinieri sono dedicati due giorni che rendono onore al nostro concittadino e a tutti gli eroi caduti per difendere la legalità.

La cerimonia, organizzata dal Comune di Crevalcore e dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Bologna è preceduta dal convegno odierno, “Eroi dei nostri tempi”, che si svolgerà alle 18.30, nell’Auditorium “1° Maggio” in  Via Caduti di Via Fani 300.

Al convegno interverranno Claudio Broglia, sindaco di Crevalcore; Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia Romagna; Giuseppe Amato, Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Bologna; Matteo Piantedosi, Prefetto di Bologna e Adolfo Fischione, Comandante della Legione Carabinieri “Emilia Romagna”.

Modererà il giornalista Carlo Lucarelli. A seguire il Concerto della Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” introdotto da Mariarosa Nannetti, Assessora all’Istruzione e Cultura del Comune di Crevalcore.

Era il 20 aprile del 1988 quando i Carabinieri Cataldo Stasi e Umberto Erriu, rispettivamente di 22 e 24 anni, nel corso di un normale giro di perlustrazione a Castelmaggiore (BO), si avvicinano a una vettura, parcheggiata nei pressi della Coop, con l’intento di controllare i documenti degli occupanti. Ma sono subito aggrediti da una raffica di colpi che proviene dal veicolo. È la Uno Bianca che dà il nome alla banda composta da Alberto, Fabio e Roberto Savi, Pietro Gugliotta, Marino Occhipinti e Luca Vallicelli. Quel giorno, a bordo, c’erano i fratelli Savi.

Erriu muore sul colpo; Stasi, invece, risponde al fuoco, si difende dietro la volante, ma lo feriscono. Il carabiniere ruvese, allo stremo, riesce a chiedere aiuto alla Stazione tramite contatto radio, ma poi è colpito a morte. La tragedia sconvolse l’Italia e Ruvo di Puglia, in particolare. Ancora oggi i genitori e gli altri familiari di Stasi sono annientati dal dolore, sempre vivo, che si lega alla dolcezza dei ricordi del loro amato ragazzo.

Stasi ed Erriu. Morti mentre svolgevano il proprio lavoro. Due eroi del nostro tempo. Come tanti altri eroi che, con e senza divisa, sacrificano anche la propria vita per difendere la legalità.

Questa due giorni ne rinnoverà ancora  il ricordo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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