“50.1” SFUMATURE DI MAGGIORANZA

La lunga discussione sul “lotto minimo” è finita in Consiglio Comunale dopo lunghi mesi di dialettica, di confronti, spesso serrati.

Una maggioranza “variabile” approva l’osservazione 50.1, con l’innalzamento del lotto minimo a 7.500 mq nella campagna produttiva e fino a 10.000 mq nell’area premurgiana. Con l’AppDem fuori dall’aula assieme all’opposizione, il numero legale è stato mantenuto dal consigliere comunale Giovanni Mazzone. Come dire 50.1 “sfumature di maggioranza”.

Era ben noto che l’osservazione “50” del Piano Urbanistico Generale sarebbe stata uno spartiacque importante per la sua stessa approvazione definitiva.

Non solo, è divenuta anche terreno di verifica tecnica e politica dell’amministrazione Chieco tradotta nei fatti da uno scenario inimmaginabile, laddove la parola “senso di responsabilità” alla fine fa felice chi amministra, ma rileva la precarietà di un percorso sempre meno condiviso dalle componenti politiche.

In un tritacarne generale, dietro alla vicenda del “lotto minimo”, è emersa la precarietà di una maggioranza divenuta “variabile”, con il gruppo “AppDem” che non condivide il percorso col sindaco, abbandona l’aula, ma non affonda il colpo necessario per tradurre in fatti il “mal di pancia” interno. L’opposizione segue a ruota l’iniziativa assunta da Summo, Picciarelli e Turturo, per testare la solidità della maggioranza del sindaco.

Uno scontro ideologico, ma promosso grazie al numero legale mantenuto dal consigliere di “Puglia Popolare” Giovanni Mazzone che, per “senso di responsabilità”, come da lui dichiarato, non abbandona l’aula, si astiene, ma consente alla maggioranza di superare uno scoglio scivoloso.

L’opposizione, nelle parole della capogruppo di Forza Italia, Mariatiziana Rutigliani, ha invitato il primo cittadino a prendere atto che “la maggioranza non c’è, ma ci si è tenuti in vita con la presenza del consigliere Giovanni Mazzone”, atteggiamento da parte degli AppDem che non si è tradotto in concretezza.

Summo, nel suo lungo intervento, aveva ribadito che in politica “non ci si deve mai nascondere e assumere atteggiamenti idonei che portino all’assunzione di responsabilità”.

Per questo motivo era arrivata la decisione di non votare “no” all’osservazione 50.1, poi modificata, e di abbandonare l’aula.

Adesso occorre prendere atto di quello che è lo scenario politico attuale, con l’assunzione tecnica di responsabiltà che deve essere affiancata dalla componente politica, altrimenti occorrerebbe riverificare il tutto.

Il sindaco non ha gradito l’atteggiamento dell’opposizione di abbandonare l’aula, con Orazio Saulle (Forza Italia) che, giustamente, dal canto suo ha invitato il primo cittadino a rimbrottare la componente della sua maggioranza, assente al momento del voto, piuttosto che puntare il dito contro i consiglieri di opposizione che continuano ad apportare il loro contributo verso l’approvazione definitiva del P.U.G..

 

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