40 anni dall’elezione di Mons. Bello, 40 anni di un nuovo percorso diocesano

Il10 agosto ricorrono 40 anni dall’inizio di una nuova storia per le ex-diocesi di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi e, dal 30 settembre, anche per Ruvo. Il 10 agosto 1982, infatti, il papa San Giovanni Paolo II nominò Vescovo don Tonino Bello, dopo due sue precedenti indisponibilità all’episcopato. “Benedette” rinunce, potremmo dire, che consentirono a noi di onorarci della sua opera episcopale che oggi da più parti è indicata come  strada autentica del Vangelo. Non a caso è stata proclamata la sua Venerabilità.

Quaranta anni dall’accoglienza della chiamata alla successione apostolica, da parte di quel prete salentino che molto aveva fatto parlare di sè e molto di più lo avrebbe fatto durante e dopo l’episcopato. Quaranta anni da un cammino interdiocesano che andò giuridicamente a fondersi poi nel 1986 nell’attuale assetto diocesano.

Un pezzo di storia importante di cui in tantissimi sono testimoni. Ne è testimone autorevole anche Luce e Vita che cominciò a parlare del nuovo vescovo sul numero del 19 settembre 1982 (nel periodo estivo la cadenza era quindicinale), dopo che l’annuncio della nomina vescovile al Clero interdiocesano era stato dato il 4 settembre da Mons. Garzia il quale, a sua volta, dal 20 settembre era stato nominato Amministratore apostolico di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi.

Si avviò un decennio, certamente travolgente, in cui il Vescovo Bello incise un segno indelebile nella storia e nella geografia della Diocesi, delle città, delle persone. Lo lasciò anche fuori Diocesi soprattutto dopo la nomina a Presidente di Pax Christi nel 1985 e, con una forza dirompente ancora maggiore, da quando la sua vita fu segnata dalla grave malattia che lo avrebbe portato, il 20 aprile 1993, a chiudere la sua vita terrena per prolungarla ed esaltarla in cielo.

Quaranta anni dalla sua elezione (10 agosto e 30 settembre), dalla consacrazione episcopale (30 ottobre a Tricase) e dall’ingresso nelle Diocesi (novembre-dicembre 1982); quaranta anni di un nuovo percorso diocesano (per Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi cominciato già da Mons. Salvucci, totalmente nuovo per Ruvo, precedentemente unita a Bitonto); e poi 30 anni, nel 2023, dalla nascita al cielo di Mons. Bello e un anno, il 21 novembre, dalla dichiarazione di Venerabilità.

Tante ricorrenze storiche di cui far memoria in questo tempo. Di cui far tesoro. Non da collocare in museo o biblioteca o monumenti, ma da spendere con rinnovato entusiasmo nella vita presente.

Innegabili i segnali di fatica. Disarmanti le mancanze. Disorientanti alcuni stili personali e comunitari. Ma d’altra parte non mancano slanci generosi, fedeltà incrollabili, silenziose opere di fede e di amore fattivo. La nostra Diocesi è sempre stata ammirata per la sua vivacità, per le innovazioni pastorali, per la ricchezza di risorse umane spese anche al di fuori dei suoi confini geografici. Ma per tenere alto questo profilo e restare coerenti alla nostra storia, serve un maggiore ricorso alla preghiera, alle fonti, alla voglia di confrontarsi tenendo sempre collegati testa e cuore, anima e corpo, cielo e terra, presbiterio e navata. Proprio come il Vescovo Bello ha testimoniato.

Luigi Sparapano
© Luce e Vita

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